HAMMERFALL – Infected

Pubblicato il 11/05/2011 da
voto
6.5
  • Band: HAMMERFALL
  • Durata: 00:51:25
  • Disponibile dal: 20/05/2011
  • Etichetta: Nuclear Blast
  • Distributore: Warner Bros

Quando si supera un certo numero di album, una band deve cominciare a chiedersi a che punto è arrivata e cosa può permettersi di fare. Dopo un po’, il successo o meno di un disco non dipende più soltanto dalla band stessa e dalla qualità della musica proposta, ma piuttosto il ‘nome’ che ci si è creati comincia a pesare più ancora di quello che viene effettivamente inciso. Inutile girarci intorno: dopo una decina di anni, il confronto con un passato più o meno glorioso viene sempre fatto dai fan, e ci si trova ad affrontare il nemico più insidioso, ovvero appunto il proprio passato. E’ in quel momento che la band deve decidere se quello che ha fatto con le scorse uscite è talmente grande da poter continuare a farlo senza dover ritoccare in maniera particolare il proprio sound o se dopo un certo numero di pubblicazioni servono nuove idee e nuovi approcci. A diverse band è successo, ad esempio i Judas e gli Iron Maiden hanno inserito i synth nel proprio sound rispettivamente con gli album “Turbo” e “Somewhere In Time”, e hanno di fatto inciso album bellissimi, che ai tempi però stupirono per via delle scelte fatte. L’impressione è che gli Hammerfall siano convinti di essere arrivati a questo punto. Possiamo rimanere sulle nostre coordinate o dobbiamo rinnovarci? Cosa dovremmo fare? Se possiamo supporre che queste siano state le domande che la band si è posta durante le fasi di composizione del nuovo “Infected”, di una cosa possiamo essere sicuri: non sono arrivati ad una risposta. Quanto udibile su “Infected” è infatti definibile come il classico ‘un colpo al cerchio e un colpo alla botte’, proverbio che si usa per quelle occasioni in cui si pensa di dover stupire ma non si riesce a decidersi sull’abbandonare il passato per la via nuova. Il risultato è che “Infected” è un buon album, ma mostra in maniera pesante il difetto di essere in qualche modo di transizione. Sospeso tra le tentazioni del metal classico presenti sul singolo “One More Time”, un attaccamento al buon vecchio e rassicurante power melodico (“The Outlaw”) e la voglia di provare soluzioni nuove (“Patient Zero”), la band svedese ci consegna un album tutto sommato buono ma che gira come una bussola rotta in diversa direzioni, dando l’idea di una grande confusione all’interno della band. Tra qualche bomba da live per tenere felici i vecchi fan (“B.Y.H” e “Dia De Los Muertos”), qualche tentativo di appesantire il suono (“I Refuse”) e l’immancabile ballad (“Send me a Sign”, tra l’altro cover di una sconosciuta band ungherese) il disco mostra indiscutibilmente un pregio e un difetto. Il pregio è quello di cambiare un po’ le carte in tavola, provando qualche nuova soluzione e presentandoci una “Patient Zero” tanto strana quanto comunque apprezzabile e divertente (inspiegabilmente, il sottoscritto la annovera tra le migliori dell’album), ma il difetto è proprio quello di aver lanciato il sasso e poi aver tirato via la mano. Avessero mantenuto un deciso cambio di sound su almeno la maggioranza delle canzoni dell’album, avremmo potuto parlare di un disco innovativo, e allora sì che ogni fan avrebbe potuto prendere una posizione sul fatto se il nuovo corso piaccia o meno; allo stato attuale delle cose, invece, possiamo solo prendere atto del nuovo album e aspettare di vedere cosa succederà con il prossimo, quando la band avrà preso una decisione sulla direzione finale da prendere. Per adesso, possiamo solo goderci l’album per quello che è, visto che di canzoni belle e buoni spunti ce ne sono, e accettarlo nella sua definizione più correttà: "Infected" è l’ottavo album degli Hammerfall.

TRACKLIST

  1. Patient Zero
  2. Bang Your Head
  3. One More Time
  4. The Outlaw
  5. Send Me A Sign
  6. Dia De Los Muertos
  7. I Refuse
  8. 666 –The Enemy Within
  9. Immortalized
  10. Let’s Get It On
  11. Redemption
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