HAMMERS OF MISFORTUNE – The Locust Years

Pubblicato il 31/10/2006 da
voto
8.5
  • Band: HAMMERS OF MISFORTUNE
  • Durata: 00:45:00
  • Disponibile dal: /09/2006
  • Etichetta:
  • Cruz Del Sur Music
  • Distributore: Audioglobe
Streaming non ancora disponibile.

Citiamo dalla biografia: “The Locust Years” è la perfetta colonna sonora per i nostri tempi aspri e difficili. Mike Scalzi, dopo aver preso la macchina del tempo per andare nel futuro (“Traveller”) e nel passato (“Atavism”) con i suoi The Lord Weird Slough Feg, decide di prendersi una pausa nei suoi viaggi e sceglie come tappa il presente, un presente difficile, dominato da guerre, dibattiti politici e problemi umanitari. Iniziamo col dire che, ancor più rispetto ai due album sopra citati, il progetto non può non essere andato in porto, dato che “The Locust Years” è un album che stupisce – e stupisce davvero! – per la sua incredibile ecletticità, che non nasconde però, come avviene in molti casi, una qualità di songwriting, mai come in questo caso eccellentissima. Il sottoscritto aveva già avuto modo di riempire di lodi, circa tre anni fa, l’ultimo nato “The August Engine”, che presentava una band in grandissima forma ed in grado di dare una ventata positiva all’interno di una scena ormai stantìa. Ebbene, non si può che riconfermare quanto detto in quella sede: senonché “The Locust Years”, rispetto al precedente prodotto, è ancora più perfetto, più godibile, più inattaccabile (e scusate l’esagerazione, ma un disco così se la merita tutta!). Le influenze si fanno ancora più varie: vengono inglobate delle punte thrash (per esempio nella title-track) e, accanto al sound della band madre di Mike, vengono inglobate delle influenze progressive, che non sono mai strabordanti rispetto al sound heavy metal, ma che rappresentano l’arma in più rispetto al sound di “The August Engine”, e sono avvertibili lungo tutta la durata del disco; vengono invece parzialmente accantonate le sonorità gotiche, che erano più avvertibili sul disco precedente. Accantonamento, però, che non impedisce all’intero “The Locust Years” di trasudare decadenza da tutti i pori, particolarmente in due assolute perle come nella macabra danza di “We Are The Widows” e nell’arresa “Famine’s Lamp”, divinamente interpretate dalla suadente voce di Jamie Myers. Impossibile non citare inoltre l’opener “The Locust Years” e “Trout Out The Dead”, pezzi alfieri di sonorità più classiche (e nonostante questo anche qui viene dato il palo ai Lord Weird Slough Feg; che Mike si tenga i pezzi migliori per il suo piccolo progetto neonato che sta ormai per sopravanzare di lungo la sua band madre?), e la fierissima “Chastity Ride”, forse l’unico pezzo del disco dove subentrano spiragli di luce da una cappa di buio depositata su un secolo sconfitto, la cui decadenza dev’essere dimenticata e superata al più presto. Lasciamo all’ascoltatore il piacere di scoprire gli ultimi pezzi del disco (che, notiamo bene, non sono certo inferiori ai primi!), e raccomandiamo più che vivamente l’ascolto a chi, come chi scrive, aveva già adorato – e divorato! – il precedente “The August Engine”. Per tutti gli altri, be’… un solo consiglio: fate un favore a voi stessi ed alle vostre orecchie, e non lasciatevi scappare un album così vario, ben suonato (un’ultima nota: anche la produzione è ulteriormente migliorata rispetto al recente passato della band!) e sprizzante qualità superlative da tutti i pori! Intanto già non vediamo l’ora che sia tempo di una nuova produzione targata Hammers Of Misfortune…

TRACKLIST

  1. The Locust Years
  2. We Are The Widows
  3. Trot Out The Dead
  4. Famine's Lamp
  5. Chastity Rides
  6. War Anthem
  7. Election Day
  8. Widow's Wall
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