HANGING GARDEN – Blackout Whiteout

Pubblicato il 29/09/2015 da
voto
7.0
  • Band: HANGING GARDEN
  • Durata: 00:48:37
  • Disponibile dal: 25/09/2015
  • Etichetta:
  • Lifeforce Records
  • Distributore: Audioglobe

Spotify:

Apple Music:

Dopo tre album e un paio di EP in oltre dieci anni di carriera, la band di Helsinki ancora non ha raggiunto la notorietà che, secondo chi scrive, meriterebbe, sebbene abbia un seguito di fedeli fan e un’ottima reputazione di progetto sempre capace di evolversi. Se il precedente “At Every Door” aveva raffinato ulteriormente il melodic doom-death degli esordi, finendo per immergersi pure in certo “post” in odore di Cult Of Luna, con “Blackout Whiteout” il sestetto si sposta definitivamente su territori più ariosi, pur senza dimenticare i punti vincenti di una volta: le melodie e l’effettistica sempre misurate e, ovviamente, quella sua innata e sincera malinconia, accompagnata spesse volte anche da un velo di ansietà. Gli Hanging Garden provano dunque ad evolversi ancora una volta, togliendo di mezzo gran parte delle soluzioni di stampo estremo per abbandonarsi ad un suono talmente liscio e trasognato da diventare spesso etereo. Sembra che al gruppo non sia rimasta altra strada che sperimentare con toni maggiormente soft: vengono tracciate nuove parabole e i risultati chiamano sovente in causa accostamenti con altre realtà nordeuropee. I connazionali Ghost Brigade, ad esempio, ma anche i Katatonia degli ultimi tre album (ai quali la band sembra guardare con insistenza per quanto concerne le scelte di produzione), senza infine dimenticare Callisto e Khoma. Insomma, via quasi tutte le strofe in growling, via il riffing più opprimente, via praticamente tutto ciò che è doom o death metal: gli Hanging Garden puntano qui ad un suono più fine e moderno, nel quale le clean vocals di Toni Toivonen e la punteggiatura del tastierista Nino Hynninen assumono un ruolo di massimo rilievo. Rispetto a “At Every Door” si sente forse la mancanza di un po’ di dinamismo, dato che la tracklist si muove quasi completamente sullo stesso registro ritmico ed emozionale, ciò nonostante non mancano pezzi di notevole calibro: “Borrowed Eyes” e “My Rise Is Your Fall” su tutti. In generale, “Blackout Whiteout” è un’opera che cresce con gli ascolti e siamo sicuri che per molti diventerà presto la colonna sonora di questo principio di autunno.

TRACKLIST

  1. Borrowed Eyes
  2. Whiteout
  3. Embers
  4. Eclipse
  5. Aoede
  6. Unearth
  7. Words That Bear No Meaning
  8. My Rise Is Your Fall
  9. Blackout
1 commento
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.