HANGING GARDEN – Skeleton Lake

Pubblicato il 17/05/2021 da
voto
7.5
  • Band: HANGING GARDEN
  • Durata: 00:46:07
  • Disponibile dal: 21/05/2021
  • Etichetta:
  • Lifeforce Records
  • Distributore: Audioglobe

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Iniziano a diventare numerosi i dischi pubblicati dagli Hanging Garden, band per giunta da sempre molto prolifica anche sul fronte dei singoli e degli EP. La formazione finlandese è ormai diventata un punto di riferimento fra i veri cultori delle sonorità melodic doom e post metal, nonostante una spinta promozionale mai sopra le righe e un’attività live tutt’altro che considerevole. Il gruppo nordico, anziché suonare in giro (quando possibile), preferisce insistere con le pubblicazioni discografiche e si sta facendo notare semplicemente grazie alla propria musica e a una frequenza rigorosa nelle uscite.
Un titolo come “Skeleton Lake” potrebbe fare pensare a qualcosa di minaccioso, legato magari a un indurimento del sound del gruppo, tuttavia quanto proposto su questo settimo full-length non si discosta più di tanto da quanto realizzato nelle ultime prove in studio. Senza alzare i toni, gli Hanging Garden tornano con una manciata di canzoni spesso sospese fra cadenze doom, arie post metal e un pizzico di melodia di matrice dark wave, nelle quali le note sembrano sovente disperdersi in lontananza creando un senso di attesa che viene poi puntualmente infranto dall’irrompere della sezione ritmica e del complesso comparto vocale. Ancora una volta, la band si presenta infatti con vari tipi di cantato, lasciando sì un certo spazio all’ultima arrivata Riikka Hatakka, ma senza relegare troppo in secondo piano l’apporto delle voci maschili, siano esse growl o pulite. I finlandesi insistono quindi sull’equilibrio tra enigmaticità e melodia con uno stile tutto sommato personale, evocativo e marziale al tempo stesso, ora rivolgendosi alla forma canzone classica, ora confrontandosi con strutture più raffinate, tra complicati contrappunti e ambientazioni più cupe che richiamano Cult Of Luna e i vecchi Callisto. Senza dubbio emerge a tratti una più spiccata luminosità, conseguenza appunto del ruolo più centrale affidato alla Hatakka, ma il groove e le armonie dei brani più compatti non sfociano mai in trame veramente “da classifica”. Se un gruppo come i Katatonia – una delle principali influenze dei ragazzi – è di recente persino arrivato a sperimentare con formule hard rock, lo stesso non si può insomma dire degli Hanging Garden, che anche nei momenti più soft restano legati a un suono profondo ed ebbro di riflessi crepuscolari. A conti fatti, “Skeleton Lake” non fa altro che sottolineare tutte le classiche caratteristiche della proposta della band, senza sbalordire, ma mettendo tutto al posto giusto e regalando almeno un paio di perle di puro lirismo, nelle quali la formazione sciorina tutta la sua naturale profondità, senza mai sembrare artificiosa.

TRACKLIST

  1. Kuura
  2. Faith
  3. Nowhere Haven
  4. Winter‘s Kiss
  5. When the Music Dies
  6. Tunturi
  7. Road of Bones
  8. Field of Reeds
  9. Skeleton Lake
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