HANORMALE – Reborn In Butterfly

Pubblicato il 01/05/2019 da
voto
7.5
  • Band: HANORMALE
  • Durata: 01:11:30
  • Disponibile dal: 18/01/2019
  • Etichetta: Dusktone
  • Distributore: Audioglobe

La proteiforme creatura di Arcanus Incubus torna con un’esplorazione sonora forse più concreta rispetto a quanto avveniva con i quaranta minuti di stratificata improvvisazione del precedente album, ma al tempo stesso più variegata, nella misura in cui differenti stili si intersecano e scontrano tra le tracce di “Reborn In Butterfly”. Dalle evidenti reminescenze del loro passato più recente dell’opener “It Is Happening Again” alla chiusura affidata al pianoforte di “Requiem For Our Dead Brothers”, Hanormale esplora quasi ogni genere musicale, con dei saggi limiti di compatibilità fortunatamente; usiamo il nome della band come un essere vivente, ed è giusto così: gli organi interni, costituiti da una formazione allargata e ricca di ospiti, lavorano indipendentemente l’uno dall’altro, ma il risultato è ricco e vitale. Citiamo almeno la presenza di Mox Cristadoro, autore dei tracciati ritmici che hanno dato avvio alle registrazioni, e basati sulla trasposizione fonetica di parole associate in maniera casuale ai pezzi della batteria… e vi assicuriamo che questa follia è realmente riportata così nel booklet e funziona. I numerosi musicisti coinvolti vengono usati e abusati in ogni modo, dal puro avantgarde al brutal death di certi passaggi, e non mancano episodi in cui coesistono queste e altre componenti: citiamo nel mucchio “Satan Is A Status Symbol”, che passa nel giro di pochi secondi dagli svolazzi creativi à la Arcturus al più becero black metal finlandese; resta forse fedele al titolo la sola “Ghettoblaster BlackMetal”, dietro la quale ci pare però di vedere la band sorridere di noi creduloni. Tra gli episodi più peculiari vi è la narrazione di “Rare Green Areas”, che dietro un montaggio a metà strada tra surrealismo e cut-and-paste racconta ricordi di una fanciullezza per certi versi violata, finendo per strappare uno straniato sorriso, prima di esplodere in un clangore quasi industriale cupo e soffocante; e naturalmente, per non smettere di sorprenderci, a seguire trova posto un brano che mischia bordate black metal e pulsioni mediorientali, e lo fa pure bene (“Al Tanoura”). Ma serve a poco citare tutti i brani: state certi che dietro i momenti più violenti vi attendono, nascosti dietro un angolo, intermezzi jazz o piccoli passaggi di sassofono, mentre nei brani più delicati fanno capolino squarci vocali a dir poco estremi; in una costruzione imprevedibile e cangiante che sa mettere a dura prova al primo ascolto, ma che conquista per la sua attenzione ai dettagli e per la sua potenza espressiva a ogni successivo passaggio nello stereo.

TRACKLIST

  1. It Is Happening Again
  2. Like a Hug, Darkness Embrace Us All
  3. Human
  4. Satan Is A Status Symbol
  5. Ghettoblaster BlackMetal
  6. Hakuzosu
  7. Candentibus Organis
  8. Rare Green Areas
  9. Al Tanoura
  10. Iperrealismo
  11. The Search For The Zone
  12. Requiem For Our Dead Brothers
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