HARAKIRI FOR THE SKY – Aokigahara

Pubblicato il 10/06/2014 da
voto
8.0
  • Band: HARAKIRI FOR THE SKY
  • Durata: 01:09:42
  • Disponibile dal: 21/04/2014
  • Etichetta: Art Of Propaganda
  • Distributore:

Il black ascendente all’emozionale, veicolo delle inquietudini di un animo fragile e in procinto di spaccarsi, di andare in mille pezzi e mettere a nudo i propri dissidi interiori, trova oggi negli Harakiri For The Sky nuovi profeti. Se avete amato i Lantlôs nella fase di mezzo della carriera, quella in cui stavano passando da un black metal darkeggiante e commovente a stilemi post-rock fruttati di shoegaze, con questi austriaci avrete di che soddisfare le vostre bramosie. Gli Harakiri For The Sky sono della pasta dei Deafheaven, sono partiti dal black metal per ampliare poi a dismisura la gamma delle soluzioni adottate, recependo influssi da quelle sonorità un po’ alternative e idolatrate dal pubblico fighetto-hipster, che prima dell’apparizione degli Alcest sarebbe stato considerato blasfemo anche solo accostare in un discorso al concetto di black metal. Fortunatamente, certi confini tra luci e tenebre sono stati oramai superati ed è con sommo piacere che sentiamo affiorare in “Aokigahara” la delicatezza dei Klimt 1918, la celestialità dei Catherine Wheel, l’emotività impulsiva dello screamo, incastonate in strutture snelle e arrangiate con accuratezza. Ariose melodie dall’ascendenza metal piuttosto aleatoria si intrufolano fra le strettoie di un black metal alcestiano mordace e trascinante, ma drenato quasi totalmente di malvagità, fissandosi nella carne di un riffing bilanciato fra frenesia e dolce scivolamento nell’afflizione, che si apre e si richiude attorno a tenui pizzicate di chitarra; arpeggi di ogni ordine, specie e durata conclamano sentimenti di un’umanità candida e indifesa, impegnata a lottare contro le sue debolezze e le sue paure. Le canzoni si accendono e si spengono come piante che fioriscono e appassiscono incessantemente, ritrovando ogni volta energia vitale e riapparendo più forti che mai. Le chitarre, perno del disco con le loro fragranti tessiture, aspergono liquide melodie in quantità generosa, librandosi fluide su ritmiche snelle e in molti casi dai pattern più rock che metal, per non parlare di alcune parentesi da saltellio incontrollato non così comuni in un contesto nei dintorni del black metal. La corrente metallica carica di energia cinetica e la levigatezza onirica del post-rock viaggiano a stretto contatto per trascinarci e rapirci senza soluzione di continuità: non ci sono grossi stacchi dal filo conduttore principale nel corso dei pezzi, l’organicità e una certa linearità tengono incollati a ogni singolo passaggio. Lo spiccato eclettismo messo in campo dal duo austriaco e il preziosismo degli arrangiamenti scolpiscono di facce diverse le singole composizioni, legandole però a un’unica identità e a un condiviso sentimento di riflessiva malinconia sognante, urlata e lanciata ai quattro venti ad anestetizzare l’organismo e a farlo viaggiare verso una dimensione eterea irrequieta e umorale. Le lacrime a stento trattenute sgorgano infine copiose da tastiere tanto delicate, quanto decisive nell’occludere i pochi vuoti lasciati dagli altri strumenti, e rinsaldare, se mai ce ne fosse bisogno, il messaggio degli Harakiri For The Sky. Ai fini di un rapido orientamento per valutare voi stessi l’effettiva bontà della proposta tramite un ascolto fugace, vi consigliamo di partire da “Panoptycon” e “Jhator”, oppure di ammirare la trasmutazione di “Mad World” dei Tears For Fears sotto le mani di M.S. e J.J., ricordandovi però che questa cover è presente solo nella tracklist della versione in vinile. Alla seconda uscita, si può dire che gli Harakiri For The Sky abbiano già costruito una formula riconoscibile, che li potrebbe portare in breve tempo a porsi tra i leader del movimento post-black o blackgaze che dir si voglia.

TRACKLIST

  1. My Bones to the Sea
  2. Jhator
  3. Homecoming: Denied!
  4. 69 Dead Birds for Utøya
  5. Parting
  6. Burning From Both Ends
  7. Panoptycon
  8. Nailgarden
  9. Gallows (Give 'em Rope)
  10. Mad World (bonus track)
6 commenti
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