HARAKIRI FOR THE SKY – III: Trauma

Pubblicato il 26/07/2016 da
voto
7.5
  • Band: HARAKIRI FOR THE SKY
  • Durata: 01:15:13
  • Disponibile dal: 22/07/2016
  • Etichetta: Art Of Propaganda
  • Distributore:

Gli Harakiri For The Sky due anni fa erano un duo di belle speranze in cerca di se stesso, di affermazione e visibilità; nel 2016, grazie all’onda lunga del secondo album “Aokigahara” e una lunga serie di concerti, sono oramai una realtà di un certo rilievo e possiamo dire che “III: Trauma” sia un disco molto atteso dagli appassionati del black metal emozionale, meglio identificato come post-black metal o black-gaze. I ragazzi austriaci, rimpolpati da altri tre strumentisti dal vivo ma rimasti nel nucleo originario a due teste formato da M.S. (tutti gli strumenti) e J.J. (voce), erano di fronte a un compito gravoso, quello di bissare il valore di un’opera pressoché perfetta e cercare nel contempo di evolversi e non rompere completamente il cordone ombelicale coi primi lavori. Quello che si nota palesemente nei primi ascolti e che va ad emergere ulteriormente quando l’esperienza di suono è andata consolidandosi, è un generale addolcimento delle chitarre e un diradamento degli strappi puramente black metal, arrivati quasi sempre in “Aokigahara” a rottura di un delicato arpeggio, a conclusione di un momento commovente, a cui non poteva che seguire una reazione di rabbia disperata e senza limiti. In “III: Trauma” quell’impulsività un po’ sgraziata, cifra distintiva e uno dei principali motivi di successo del predecessore, viene meno, a favore di un senso di forte controllo sulle dinamiche e la scelta di avere cambi di scenario non troppo bruschi, intrisi se vogliamo di un epica malinconia, affiorante in passato, ora meglio celebrata con profusione di melodie orecchiabili e un’ariosità prima conosciuta solo in parte. Non sono diventati leggeri gli Harakiri For The Sky, di certo non hanno ripulito il suono per diventare i nuovi Deafheaven come hanno fatto ad esempio i Ghost Bath; hanno soltanto tolto qualcosa all’aggressione e concesso spazio alla meditazione e a un nostalgismo amaro che, leggendo i testi molto legati al tema della fanciullezza e della gioventù, dello scorrere ineluttabile del tempo, diventa il filo conduttore dell’intera opera. Se l’etichetta ‘black metal’ suona sempre più stridente in rapporto a quanto presente qua dentro, lo shoegaze e il post-rock hanno invece implementato la loro influenza, anche se le parentesi smaccatamente dedicate a questi generi non ci sono, perché gli Harariki For The Sky rimangono bravissimi nell’annettere molti approcci al proprio sentire e a farli propri. I brani tutti concedono un ampio ventaglio di ritmi e sfumature chitarristiche, melodie fragili e incalzanti, talmente tante e diverse da una traccia all’altra che ci vuole molta pazienza e attenzione per cogliere ogni dettaglio, ricordarselo, capirne la funzionalità all’interno di canzoni dal minutaggio elevato e concedenti fragili appigli a un ascoltatore distratto. Le devastanti ripartenze in doppia cassa che punteggiavano “Aokigahara” sono drasticamente calate e nell’economia del lavoro non hanno nemmeno un’importanza così vistosa, a nostro avviso: sono semplicemente un tassello di un mosaico vasto e difficile da comprendere nella sua interezza. Lo sviluppo della musica segue da vicino quello dei lunghi testi, inanellando midtempo piuttosto elaborati su cui la sei corde volteggia cristallina, ‘grattata’ e ansimante, carezzevole ma disperata; la qualità dei riff e delle arie di accompagnamento è ottima, soltanto, in questo sta forse l’unico limite di “III: Trauma”, mancano le esplosioni dirompenti, gli stacchi mozzafiato che facevano svoltare all’improvviso una “Burning From Both Ends” o “Homecoming: Denied!” e le sparavano in reami celestiali. Il nuovo disco degli Harakiri For The Sky è composto benissimo, suonato con trasporto ed enfasi, non ha un dettaglio fuori posto: avremmo però desiderato, in mezzo a cotanta qualità, qualche attimo di estasi in più. Tutto qua. Non siamo comunque lontani da “Aokigahara”, amerete anche “III: Trauma”.

TRACKLIST

  1. Calling the Rain
  2. Funeral Dreams
  3. Thanatos
  4. This Life as a Dagger
  5. The Traces We Leave
  6. Viaticum
  7. Dry the River
  8. Bury Me
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