6.5
- Band: HARLOTT
- Durata: 00:48:02
- Disponibile dal: 13/11/2020
- Etichetta:
- Metal Blade Records
- Distributore: Audioglobe
Eccoci di nuovo a parlare degli Harlott, tornati in pista con il loro quarto album, “Detritus Of The Final Age”, un altro lavoro di thrash metal che guarda agli anni ’80 e alle band che hanno reso grande quel periodo. Ancora una volta gli Slayer fungono da faro principale degli australiani, standard e base per il gruppo almeno per quanto riguarda le vocals e un certo modo di intendere il riff, però va detto che già al primo ascolto qualcosa sembra essere cambiato. Per carità, siamo sempre nell’ambito di un thrash metal anche corposo e ben impostato, ma sempre piuttosto derivativo, però qualche assolo ben studiato qua e là, qualche innesto di melodia ben strutturato e qualche ritornello azzeccato ci fanno pensare che gli Harlott abbiano ragionato un po’ di più e lasciato l’istinto da parte nella composizione del full-length. Intendiamoci: le strofe in tupatupa che sembrano sovrapporsi l’una all’altra e i passaggi che sanno di naftalina non mancano, però è anche vero che, in un generale marasma di classico thrash metal, qualche momento azzeccato si fa notare.
Un brano come “Nemesis”, pur niente di nuovo in un disegno più ampio, non è affatto male, con qualche apertura maideniana e in generale una buona musicalità (ci ricorda un po’ il lavoro fatto sull’ultimo dei Sepultura, come intenzioni), e neppure la titletrack pare malaccio, con un buon paio di colpi alla Testament al suo arco e una sezione centrale con un buon midtempo, mossa che funziona sempre; però è anche vero che molta altra roba resta totalmente anonima e impossibile da ricordare dopo un po’ di ascolti.
Insomma, gli Harlott si confermano un progetto anche solido all’interno di un ambito thrash metal votato al classico sound degli anni ’80, ma che resta, di fatto, ad appannaggio dei cultori del genere e di qualche neofita alla ricerca di un paio di nomi con cui arricchire la propria collezione.
