HATE ETERNAL – Upon Desolate Sands

Pubblicato il 30/10/2018 da
voto
8.0
  • Band: HATE ETERNAL
  • Durata: 00:38:56
  • Disponibile dal: 26/10/2018
  • Etichetta: Season Of Mist
  • Distributore: Audioglobe

La rabbia come catarsi, come leva per ergersi al di sopra delle difficoltà e non soccombere. Il flusso entro cui canalizzare la propria Arte per battezzarla nel fuoco e nella cenere delle passate sconfitte. Un sentimento che, se affidato alle mani giuste, può diventare espressione di una creatività viscerale e intensissima. Da sempre affini a certi stati d’animo – basti pensare ai concept dei vecchi “Fury & Flames” e “Phoenix Amongst the Ashes” – gli Hate Eternal si riaffacciano sul mercato con un’opera che ne consacra una volta per tutte il nome fra i grandi del death metal americano, accarezzando nuovamente le suddette corde emotive per centrare un obiettivo di prima grandezza. Un album denso, profondo e stratificato, dal sapore acre della terra, in cui gli spunti del precedente “Infernus” vengono immersi in un’atmosfera dolente che ben si presta a sottolineare quanto scaturito dalla penna di Erik Rutan, qui forse all’apice della maturità e della consapevolezza. Tenendo conto del suo background tetragono e poco incline alle variazioni, con una prima parte di carriera di fatto consacrata alla filosofia del tritatutto, in pochi si sarebbero aspettati una simile crescita da parte del noto frontman/produttore, invece anche “Upon Desolate Sands” esprime ardore e continua voglia di mettersi in gioco, operando una rivisitazione della scuola a stelle e strisce che non prescinde mai dai concetti di fluidità e ricchezza degli arrangiamenti. La tracklist avanza quindi su più fronti, brillando sia nei tipici assalti frontali del terzetto, i quali si pongono su un altro livello di presa e ricerca melodica rispetto al passato, che durante le solenni digressioni sperimentate nell’ultimo periodo, tra concatenazioni di riff ingegnosi, folate di puro pathos e giochi di chiaroscuro in cui – di nuovo – si ravvisa un discorso stilistico portato avanti con coerenza e massima cura nei dettagli. Un affresco sonoro che, parimenti allo splendido dipinto di Eliran Kantor, emoziona e stordisce, scuote e non lascia indifferenti, destinato con le sue composizioni (“All Hope Destroyed”, la titletrack e la conclusiva “For Whom We Have Lost” su tutte) a figurare tra gli ascolti death metal dell’anno. Straordinario.

TRACKLIST

  1. The Violent Fury
  2. What Lies Beyond
  3. Vengeance Striketh
  4. Nothingness of Being
  5. All Hope Destroyed
  6. Portal of Myriad
  7. Dark Age of Ruin
  8. Upon Desolate Sands
  9. For Whom We Have Lost
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