7.0
- Band: HATRIOT
- Durata: 00:52:42
- Disponibile dal: 26/07/2019
- Etichetta:
- Massacre Records
- Distributore: Audioglobe
Il nuovo lavoro dei thrasher Hatriot è una scarica ritmica di testi cupi e nefasti ben retti da un’inevitabile quanto leggera reinterpretazione del proprio stile, essendo il primo dopo l’avvicendamento del cantante. Al posto del fondatore Steve “Zetro” Souza (di nuovo a tempo pieno negli Exodus) troviamo suo figlio Cody dietro al microfono, già bassista della band. La sua performance è artisticamente molto legata allo stile paterno, ma mette comunque in mostra un’attitudine notevole proponendo piccole, ma a volte cruciali, variazioni che spesso danno vivacità ai brani. Anche nelle scrittura della musica si può sentire un approccio compositivo che se da un lato non possiamo definire rinnovato, dall’altro si affaccia a tratti ad un riffing sì fedele alle sonorità Bay-Area ma meno costretto negli stilemi di genere, come in “Ethereal Nightmare”, per esempio.
“From Days Unto Darkness” preso però nella sua totalità è in fondo un album piuttosto scolastico ed ordinario, come “In The Mind Of The Mad” e “Delete” dimostrano, che inoltre soffre ancora in parte del problema già riscontrato anche nelle altre due uscite, ossia un’efficacia troppo altalenante durante l’ascolto e dei minutaggi importanti che non sempre aiutano, anche se spesso vengono usati per dar modo alle chitarre di sbizzarrirsi in assoli articolati ed ispirati. Con le accortezze citate all’inizio, però, l’album riesce a prendere un po’ le distanze dai precedenti lavori, mostrandoci il lato più furioso ed estroso, volendo esagerare, degli americani, con brani come “Organic Remains” o “Daze Into Darkness”, riuscendo ad ottenere un buon risultato finale, forse il migliore fino ad ora.
A conti fatti, nonostante l’uscita dalla formazione di una figura forte come quella dell’ex-frontman, gli Hatriot non riescono a togliersi ancora del tutto quell’ etichetta da “band di scorta” – passateci il termine – mostrando però un sound solido in grado di esplorare una maggiore personalizzazione e cura che ci auguriamo di potere ritrovare ulteriormente maturate già dal prossimo lavoro.
