HAUNT – If Icarus Could Fly

Pubblicato il 04/06/2019 da
voto
6.5
  • Band: HAUNT
  • Durata: 00:30:26
  • Disponibile dal: 17/05/2019
  • Etichetta: Shadow Kingdom Records
  • Distributore: Audioglobe

Nati nel 2017 come un progetto solista di Trevor William Church dei Beastmaster, gli statunitensi Haunt non si sono fermati un attimo negli ultimi due anni. Prima un EP, “Luminous Eyes”; poi un full length, “Burst Into Flames”; una serie di date di supporto ad High On Fire, Municipal Waste e Toxic Holocaust; fino ad arrivare, oggi, ad un secondo album, intitolato “If Icarus Could Fly”. Del precedente capitolo in studio avevamo già parlato su queste pagine, apprezzandone l’energia e la capacità di rileggere gli stilemi della N.W.O.B.H.M. con un approccio rispettoso ma mai sbiadito. Ci chiedevamo, dunque, come si sarebbe evoluto il sound degli Haunt dopo nemmeno un anno da “Burst Into Flames”.
L’ascolto di “If Icarus Could Fly” conferma tutte le caratteristiche del sound della band: le due chitarre si intrecciano con naturalezza, sciorinando riff che omaggiano i primissimi Iron Maiden e, soprattutto, gli Angel Witch; ritmi sostenuti tengono alta l’attenzione e il tasso di adrenalina; mentre la voce di Church rimane ancora l’anello debole della band, a causa di un timbro poco incisivo che non riesce a spiccare come dovrebbe. Chi ha apprezzato “Burst Into Flames”, quindi, non potrà che ritenersi soddisfatto da canzoni come “Run And Hide”, “Clarion”, “Winds Of Destiny” o la conclusiva “Defender”. Se si aggiunge al tutto una durata complessiva che sfiora appena i trenta minuti, l’intero album scorre via come un proverbiale bicchiere d’acqua fresca. Resta, però, sospesa la risposta alla domanda che ci ponevamo poco fa: come si è evoluto il sound degli Haunt in questo secondo lavoro? Ecco, non si è evoluto. In nessun modo. “If Icarus Could Fly” è esattamente sovrapponibile al primo full-length, nel bene e nel male, tanto che avremmo serenamente potuto trascrivere la medesima recensione aggiornando giusto i dati biografici e i titoli delle canzoni. Chi vi scrive non riesce a considerare questo aspetto come secondario (e questo spiega il mezzo punto in meno) ma, a parte questo, la seconda prova in studio degli Haunt risulta ugualmente solida e piacevole. Non ci resta, quindi, che attenderli alla fatidica prova del terzo disco, sperando nel definitivo salto di qualità.

TRACKLIST

  1. Run And Hide
  2. It's In My Hands
  3. Cosmic Kiss
  4. Ghosts
  5. Clarion
  6. Winds Of Destiny
  7. If Icarus Could Fly
  8. Defender
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.