HAVUKRUUNU – Uinuos Syömein Sota

Pubblicato il 05/10/2020 da
voto
8.0
  • Band: HAVUKRUUNU
  • Durata: 00:46:33
  • Disponibile dal: 14/08/2020
  • Etichetta:
  • Naturmacht Productions

Non è difficile oggigiorno imbattersi in ascoltatori, se vogliamo un po’ superficiali, che tendono ancora ad inquadrare il black metal come un genere sostanzialmente ripetitivo, monotematico e quasi del tutto privo di una sostanza scintillante e raffinata. Ebbene, la storia della nostra musica preferita ha più volte smentito questa teoria, grazie a formazioni del calibro di Emperor, Enslaved o anche gli stessi Bathory, realtà dipinta da svariati appassionati come una delle più pionieristiche in assoluto, grazie anche alla loro capacità di accostare epicità e tematiche mitologiche ad un estro musicale al limite del diabolico con somma naturalezza, e possibilmente senza scadere nel riciclo.
Anche in tempi recenti il genere non ha smesso di evolvere, rinforzando i propri schieramenti ogni anno grazie a un quantitativo impressionante di realtà più o meno fantasiose nella loro maniera di confezionare il genere d’appartenenza. La componente più battagliera svolge un ruolo cruciale per molte di queste, e nella sede odierna vogliamo concentrarci nello specifico su quattro ragazzoni finlandesi, che giunti al loro terzo album “Uinuos Syomen Sota” riescono non solo a trovare la propria consacrazione, ma a lasciare letteralmente interdetti tutti coloro che hanno la fortuna di imbattersi in quello che ricorderemo senz’altro come uno dei prodotti più sorprendenti del 2020.
Come deducibile dal titolo, le lyrics degli otto brani che compongono la tracklist vengono cantate esclusivamente in lingua finlandese, ma è bene che questo non sia fonte di scoraggiamento per chi decide di approcciarsi all’ascolto, in quanto riteniamo che si tratti probabilmente della scelta più azzeccata e peculiare, alla luce del risultato finale: la collera belligerante trasmessa dalla ugola del frontman e polistrumentista Stefan ottiene infatti una sorta di effetto benefico dalla scelta idiomatica, riuscendo a incrementare la dose di freschezza e persino di immedesimazione, malgrado la nostra assoluta ignoranza in merito.
Musicalmente l’opera magna degli Havukruunu si presenta con una potenza e un’affilatura al limite del disarmante: tre quarti d’ora di metallo nero e gelido come una fredda notte invernale, ma anche splendente e luminoso come la lama di una spada che riflette la luce della luna piena. Ci sono rimandi a realtà iconiche del pagan black metal, tra cui i Kampfar e gli stessi Enslaved e Bathory menzionati poco sopra, o anche ai più folkeggianti Moonsorrow, che a prescindere dagli orpelli rappresentano sempre e comunque un esempio con cui misurarsi. Il tutto con una forte attenzione riservata alla componente più melodica ed evocativa, tra riff accesi e poco dissonanti, fasi soliste ben inserite nel contesto e cori degni della colonna sonora di uno Skyrim qualsiasi.
Tutto questo forma un collage che potenzialmente può fare la gioia di una moltitudine di estimatori diversi: dal blackster più incallito, all’indossatore di kilt e bevitore di idromele in prossimità di un fuoco, fino a giungere ai defender più incalliti e legati al metal old school. E per rendersene conto basta ascoltare la iniziale titletrack o la magica “Vahiin Paivat Kay”, anche se il picco più alto viene toccato dalla violentissima “Ja Viimein On Yo”, da ascoltare a rotta di collo con in mano due asce insanguinate e, a parer nostro, da annoverare tra i brani migliori di tutto l’anno.
Stiamo esagerando dite? Può essere, dato che forse ascoltando l’album più volte nella sua interezza un piccolissimo difetto si può trovare: avremmo voluto almeno un paio di canzoni in più! Poiché si giunge alla fine letteralmente in un lampo, rendendosi irrimediabilmente conto di volerne ancora, anche se effettivamente possiamo comprendere la scelta, in quanto una scaletta troppo lunga avrebbe potuto risultare controproducente ai fini dell’intrattenimento fornito dall’album.
Con questo, facciamo un sentito applauso agli Havukruunu e a Naturmacht Records, che sotto il proprio vessillo ha accolto una non poi così piccola orda di cavalieri neri armati fino ai denti e addestrati ad hoc per gettarsi in battaglia, e riteniamo che Stefan e soci in caso meritino di guidare l’assalto, considerando il loro talento e la loro sete di gloria. Ci auguriamo che il futuro sia clemente con questi musicisti, e anche con noi ascoltatori che chiediamo a gran voce altra musica di questo livello.

TRACKLIST

  1. Uinuos Syomein Sota
  2. Kunnes Varjot Saa
  3. Ja Viimein On Yo
  4. Pohjolan Tytar
  5. Kuin Oinen Meri
  6. Jumalten Hamar
  7. Vahiin Paivat Kay
  8. Tahti-yo Ja Hevoiset
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