HAYSEED DIXIE – Hair Down To My Grass

Pubblicato il 29/01/2015 da
voto
7.0
  • Band: HAYSEED DIXIE
  • Durata: 00:48:01
  • Disponibile dal: 12/01/2015
  • Etichetta:
  • Hayseed Dixie Records

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In circa quindici anni di carriera, gli Hayseed Dixie hanno inciso con ammirevole costanza una serie di opere volte a reinterpretare in chiave bluegrass, o meglio, ‘maximum rockgrass’, un quantitativo impressionante di cavalli di battaglia del classic rock. AC/DC, Led Zeppelin, Black Sabbath, Neil Young e mille altri subiscono un brusco trattamento d’urto attraverso una differente, ma intrigante, chiave di lettura. Chitarre acustiche, violini, banjo e pianoforte sono gli ingredienti fondamentali che costituiscono una corrente musicale tanto popolare negli Stati Uniti, quanto di nicchia nel resto del globo. In questa occasione il qui presente “Hair Down To My Grass” rappresenta un apprezzabile e rischioso tributo al variopinto panorama dell’hard rock melodico degli anni Ottanta. Il quartetto di Nashville dimostra altresì di possedere una comprovata capacità esecutiva ed un affiatamento collettivo fuori dal comune, virtù che non sono di certo passate inosservate ai nostri timpani. Provate ad immaginare i ben più popolari Tenacious D impersonare il ruolo di goliardici cowboy ed il gioco è fatto. La festaiola “We’re Not Gonna Take It” dei Twisted Sister muta così in una toccante ballata trasmessa all’alba dalla radio di in un saloon oramai deserto dopo una notte di bagordi. “Pour Some Sugar On Me” dei Def Leppard ci trascina in un affollato bordello traboccante di donne disposte a tutto per il vil denaro. L’inno cinematografico “Eye Of The Tiger” dei Survivor si trasforma in una caotica e divertente caccia all’oro, mentre desta curiosità la reinterpetazione in tedesco della solenne ballata “Wind Of Changes” degli Scorpions, qui rinominata “Wind Der Veranderung”. Non manca qualche gradita eccezione al genere trattato nell’opera, in quanto trovano spazio tre episodi estremamente distanti tra loro, ma spesso amati senza condizione alcuna dagli amanti del rock. “We Are the Road Crew” dei Motörhead assume la fisionomia di una divertente cavalcata country’n’western, “Don’t Fear The Reaper” dei Blue Öyster Cult perde un’oncia del suo arcano fascino, ma nel suo insieme riesce a portare a termine il suo sporco lavoro. “Comfortably Numb” dei Pink Floyd esalta l’animo inquieto e sofferente di un gruppo che merita di ottenere una maggiore considerazione nel vecchio continente. Gli amanti del buon vecchio bourbon sono avvisati.

TRACKLIST

  1. Don't Stop Believin'
  2. Eye Of The Tiger
  3. The Final Countdown
  4. We're Not Gonna Take It
  5. Summer Of 69
  6. Pour Some Sugar On Me
  7. Dude Looks Like A Lady
  8. Livin' On A Prayer
  9. Wind Der Veranderung
  10. We Are The Road Crew
  11. Comfortably Numb
  12. Don't Fear The Reaper
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