HEAD OF THE DEMON – Sathanas Trismegistos

Pubblicato il 15/06/2016 da
voto
7.5
  • Band: HEAD OF THE DEMON
  • Durata: 00:48:18
  • Disponibile dal: 30/04/2016
  • Etichetta: Invictus Productions
  • Distributore:

Non sono di certo il gruppo che impressiona in una manciata di minuti, gli Head Of The Demon, ai quali stupire e avvinghiare in un abbraccio mortale chiunque si avvicini alla loro musica non interessa, per nulla. Al massimo, i quattro svedesi fanno selezione già in partenza, mettendoci alla frusta con una ciclica litania intrisa di occultismo e sogni neri, “Nox, Est, Lux”, una sporca nenia ripetuta digrignando poche parole in latino, su una struttura ritmica ridotta all’essenziale, riff dark/doom eleganti e sibillini a spennellare di viola, porpora e argento un brano sinistro e crepuscolare, che potrebbe provenire direttamente da un disco di The Black. Letto il nome del gruppo di Mario Di Donato, dovrebbe sopravvenire un attimo di stupore, perché si sta parlando di un artista poco imitato, definito ‘di culto’, effettivamente capito e amato da pochi, pur se rispettato da molti. Un altro nome necessario per capire gli Head Of The Demon è quello dei Triptykon: non si raggiunge la maestosità di “Melana Chasmata” in “Sathanas Trismegistos”, se ne assapora però la stessa interpretazione orgogliosamente ruvida, ancestrale, del metal estremo. Un’intersezione di black, doom e heavy metal primigenio, scevra di tutte le possibili evoluzioni subite da questi generi negli ultimi venticinque anni. Sonorità che per essere comprese e non farsi frettolosamente etichettare quali polverosi soprammobili fuori moda necessitano di un’immersione completa, una certa predisposizione d’animo e pazienza. Quella che serve a farsi trascinare dall’andamento lento e obliquo di “Zurvan’s Ordeal” ad esempio, incentrata su arpeggi lunghissimi, contenenti variazioni minime, architettati per creare atmosfera e non per graffiare. A quello ci pensa quasi esclusivamente la voce raspante di Johannes, mentre le sei corde si intrecciano in fitti orditi che puzzano di zolfo, alternando piccoli stacchi grintosi, inzaccherati di Saint Vitus, Candlemass e Mercyful Fate, e andirivieni ipnotici, resi stranianti da una batteria che rifiuta la linearità, si muove in piccoli rintocchi e rullate che poco hanno a che spartire con un ‘regolare’ drumming metal. Durante i primi ascolti  della titletrack o di “Maleficium” si ha la costante sensazione che la band si stia preparando con estremo puntiglio per farci esplodere in faccia una progressione incandescente, che da una situazione di tranquillità conduca a un roboante finale. Niente di tutto questo: tutte le volte che le chitarre si ispessiscono e preannunciano un’accelerazione, subito tornano indietro, si sciolgono in melodie raggelanti, notturne e bellissime. Tutte simili, nessuna uguale alla precedente o alla successiva. Quando il quadro si fa più allucinato e tremolante, i fantasmi sembrano fare capolino in ogni angolo della stanza dove starete ascoltando, in solitudine, “Sathanas Trismegistos”, ecco comparire a dare il loro apprezzamento anche Mortuary Drape e Death SS, che potrebbero riconoscere in questi schivi musicisti nordici degli epigoni davvero credibili, nient’affatto finti o poco eruditi in materia di dark sound. Appare anche qualche aggancio col black svedese più gotico e atmosferico, non ci sembra casuale che vi sia un ex componente dei Mortuus in line-up e la propensione alle tempistiche allungate potrebbe benissimo derivare dalla permanenza nei Saturnalia Temple del bassista/chitarrista Konstantin. Solo indizi, per carità, utili per cercare di spiegare un suono fuori moda e poco incline a entrare in playlist se non si è devoti al metal dal forte carattere liturgico e cerimoniale. Non si può fare headbanging durante “L.L.L.”, track conclusiva del disco, non ci sono refrain da intonare virilmente, nessun andamento che possa portare a inebriarsi o esaltarsi. Se, al contrario, ci si vuole far cullare da una dolce, malefica, oscurità, caderci in mezzo indisturbati da quello che vi accade attorno, allora avrete scovato il disco perfetto per voi. E magari ne resterete schiavi a lungo.

TRACKLIST

  1. Nox, Est, Lux
  2. Armilus Rides... Again!
  3. Sathanas Trismegistos
  4. Zurvan's Ordeal
  5. Maleficium
  6. L.L.L
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