HEADLESS – Transitional Objects

Pubblicato il 02/09/2025 da
voto
7.5
  • Band: HEADLESS
  • Durata: 00:36:11
  • Disponibile dal: 29/08/2025
  • Etichetta:
  • M-Theory

Nonostante siano spesso definiti come una formazione genericamente europea, ci piace considerare gli Headless come un prodotto essenzialmente tricolore. Dopotutto, la storia della band affonda le proprie radici in Italia, nella provincia de L’Aquila: la band si forma infatti sul finire degli anni ’90 in quelle terre per volontà dei cugini Walter ed Enrico Cianciusi, rispettivamente chitarra e batteria.
È stato infatti solo quindici anni dopo la formazione, nel 2011, che i due cugini hanno ‘internazionalizzato’ il moniker, inserendo in formazione due nomi peraltro abbastanza noti come Goran Edman (Malmsteen, Karmakanic, Norum) e Scott Rockenfield dei Queensryche. Adesso di anni ne sono quasi passati altri quindici, e la formazione attuale vede ancora i due cugini alla guida della nave, il buon Edman al microfono e l’olandese Martin Helmantel degli Elegy al basso, risultando quindi a tutti gli effetti una formazione multinazionale.

Discorsi geografici a parte, quello che ci interessa qui è però la musica; e le coordinate di questa per coloro che li hanno seguiti fino a “Square One” sono ben note da anni: su una forte matrice hard rock, i Nostri giocano instancabilmente con il prog metal, producendo un risultato variegato ma comunque piuttosto riconoscibile e personale.
Le cose non cambiano con questo “Transitional Objects”, e infatti l’opener “Weightless” è considerabile come un brano classico per questa formazione, frizzante e spigliato nei ritmi ma studiato e articolato a livello tecnico, soprattutto per quanto riguarda la sei corde di Walter. “Losing Power”, secondo brano in scaletta, rimane su coordinate simili e mostra muscoli e cromature metalliche fin dall’inizio, sfociando però poi in un ritornello più melodico ed accessibile, che rimanda chiaramente alle radici hard del combo.
Più progressiva si configura invece “Fall To Pieces”, non tanto nella struttura quanto nel mood: i cambi di tonalità e di intenzione sono infatti marcati, e sottolineano un brano mai uguale a se stesso, che fa del suo approccio camaleontico la propria forza.
“Misery” mantiene le chitarre spesse di Walter come propria caratteristica principale, ma nello scorrere del brano è invece Edman a prenderne il controllo, iniettando classe AOR e melodia nel brano e proponendosi come un efficace contraltare all’umoralità invece dello stile chitarristico del già citato axeman. “Still My Thrill” porta avanti un discorso più melodico per la parte centrale del disco, e se anche le chitarre ruggiscono ancora nelle retrovie, l’attenzione la strappano sicuramente di più le belle linee vocali e i raffinati arpeggi che impreziosiscono l’intero brano.
Nella successiva “Refuge” gli Headless girano ancora di più la manopola nella direzione dell’orecchiabilità, firmando un brano sempre sporcato di progressive, ma facilmente classificabile come una semi-ballad. Un brano che può richiamare alcuni brani di Queensryche e certi Dream Theater, e la cosa non può che farci piacere. “No One’s Waiting” restituisce cupezza e maldisposizione al sound dell’album, sporcando ancora di più il pentagramma con contaminazioni esterne, in questo caso provenienti quasi da certo sound di Seattle. Stupisce infine la presenza della cover dei Megadeth “I Thought I Knew It All”, usata anche come singolo e arricchita dalla presenza di un buon assolo di chitarra ad opera dell’ospite Andrea Martongelli (Arthemis, Power Quest, Ellefson).

“Transitional Objects” a conti fatti è l’album che ci attendevamo dagli Headless, ma con un particolare che a nostro parere lo impreziosisce: il lavoro infatti è sicuramente memore delle radici hard rock della band, ma presta anche un’attenzione particolare alle emozioni del momento, le quali – almeno per quanto riguarda la mano di Walter – risultano piuttosto cupe e introverse.
È forse proprio questo filo di malumore e pesantezza che arricchisce e dona personalità all’album, e che gli fa meritare il buon voto che vedete in calce. Ben fatto.

 

TRACKLIST

  1. Weightless
  2. Losing Power
  3. Fall To Pieces
  4. Misery
  5. Still My Thrill
  6. Refugee
  7. No One’s Waiting
  8. I Thought I Knew It All (Megadeth cover)
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