HEADQUAKES – Fallout Diaries

Pubblicato il 23/05/2011 da
voto
7.0
  • Band: HEADQUAKES
  • Durata: 00:42:10
  • Disponibile dal: 25/03/2011
  • Etichetta: Crash & Burn
  • Distributore: Masterpiece

Il mondo occidentale è stato colpito da un immane catastrofe nucleare. Il terrorismo, e la lotta contro di esso, hanno portato all’inevitabile, e si sono alfine usate le armi che tutti temevano. Una laconica voce da telegiornale, ci riassume con fredde parole quanto accaduto, ultima testimonianza del mondo civilizzato prima che il nero inverno nucleare si chiuda su di noi. Questo è lo scenario in cui i friulani Headquakes ci introducono con l’intro “Vacuum”, prima traccia di questo “Fallout Diaries” (tradotto, si può interpretare come ‘Diari Dall’Inverno Nucleare”). Uno scenario davvero apocalittico dunque, ma che si sposa a meraviglia con la musica dinamica, potente e drammatica della band. Partendo da radici solidamente affondate nel metal classico, gli Headquakes riescono nel difficile compito di svecchiare il suono, arricchendolo di elementi e suoni più moderni e completandolo con una pletora di influenze provenienta da tutto quello che circonda il metal classico, ovvero una certa tendenza a velocità e ritmiche power, ad un approccio strumentale strappato dal progressive e un aggressività di fondo proveniente da alcune sonorità del thrash. Con un background così completo, la musica degli Headquakes risulta dunque fresca e attuale, interessante e stimolante, una manna per chi dal metal cerca quelle band in grado di darci qualche idea nuova. Nomi da cui gli Headquakes si ispirano è certamente possibile identificarne all’interno delle influenze prima citate, ma forse il primo parallelismo che viene all’occhio (in questo caso all’orecchio) è quello tra i giovani friulani ed un’altra band italiana, gli Eldritch di “Il Nino”, act toscano spesso erroneamente categorizzato come progressive, ma che in realtà come gli Headquakes nasconde una varietà di approcci e di soluzioni ai tempi che li rendeva tra le realtà più interessanti dei loro anni. Seguendo appunto l’esempio della band toscana, gli Headquakes vedono il loro punto forte in una riuscita contrapposizione tra riff di chitarra pesanti e adatti ad un tempo cadenzato cui invece viene sovrapposta una base ritmica dinamica e fantasiosa. La spinta delle linee di basso e batteria permettono alla base ritmica massiccia delle chitarre di guadagnare in dinamicità, risultando sempre pesanti ma decisamente più efficaci. Su questo buon uso delle ritmiche, i nostri inseriscono una prova vocale decisamente interessante, con un cantante ancorato a tonalità più basse e drammatiche piuttosto che sullo standard acuto del power, e una sezione solistica degna di nota, sia per le numerose fughe di tastiera, importantissime nel loro sound, sia per gli assoli, abbastanza tecnici ma dotati di buon gusto melodico. Senza citare tracce in particolare, a parte la prima vera canzone (dopo l’intro) “Come With Me”, un gradino sopra le altre per coinvolgimento e immediatezza, ci limitiamo a dire che ogni pezzo è svolto bene a modo suo, permettendo al disco di muoversi agilmente tra momenti più pesanti, più melodici o approcci progressive. Un applauso a questa band, cui auguriamo un ottimo futuro sulle scene.

TRACKLIST

  1. Vacuum
  2. Come With Me (...if you wanna live)
  3. Fallout
  4. Just Eyes
  5. Pray Anymore
  6. Prophet Of The Century
  7. Left Undone
  8. Letters From Sector Alpha
  9. Gemini Scream
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