6.0
- Band: HEART IN HAND
- Durata: 00:46:00
- Disponibile dal: 03/11/2014
- Etichetta:
- Century Media Records
- Distributore: Universal
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Gli Heart In Hand non sono un gruppo che ama perdere tempo: consapevoli che la concorrenza è massiccia e che il target a cui fanno riferimento è notoriamente piuttosto giovane e volubile, i cinque britannici sfornano dischi e suonano live con estrema costanza, concendendosi zero tempi morti. Il precedente “Almost There” è uscito circa un anno e mezzo fa, ma è già tempo di dare alle stampe una nuova opera; “A Beautiful White”, per ovvi motivi, non presenta dunque grandi differenze rispetto al vecchio materiale della band. Ancora una volta ci troviamo al cospetto di un melodic metal-core dai toni romantici o pseudo-impegnati, che oggi sembra quasi volersi porre come punto di congiunzione fra gente ormai più indie che hardcore come i More Than Life e realtà fedeli alla linea in stile The Ghost Inside. I Nostri da sempre amano sovrapporre ad una solida base ritmica grosse porzioni di melodie liquide e fini ricami chitarristici, in modo da trovare un facile compromesso fra delicatezza e groove. Tuttavia, come dice il detto, tra il dire e il fare vi è spesso di mezzo il mare; già su “Almost There” certi brani davano l’idea di essere poco spontanei o privi di un indirizzo preciso e la storia si ripete qua e là anche su “A Beautiful White”. Volendo continuamente sposare le succitate due anime, il gruppo sovente perde di vista la dinamica dei pezzi: pieni e vuoti finiscono per assomigliarsi troppo e non risaltare, mentre il frontman Charlie Holmes – già di suo vocalmente piuttosto limitato – si ritrova più volte invischiato su trame che concedono poco spazio per cambi di registro e crescendo emotivi. Insomma, all’apparenza, grazie in primis a tutti quei ghirigori chitarristici, il suono degli Heart In Hand risulta sempre fine e ricercato, ma alla lunga esso finisce spesso per rivelarsi sostanzialmente poco profondo e incisivo, visto che mancano le melodie o i chorus in grado di imprimersi davvero in mente. Confezione elegante, ma contenuti un po’ insipidi: il problema degli Heart In Hand continua ad essere questo.
