5.5
- Band: HEART OF A COWARD
- Durata: 00:36:20
- Disponibile dal: 22/09/2023
- Etichetta:
- Arising Empire
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Che musicalmente parlando non fossero dei cuor di leone era già evidente fin dal moniker, nondimeno giusto un decennio fa gli Heart Of A Coward, capitanati dall’ex Sylosis Jamie Graham dietro al microfono, si erano fatti notare grazie a “Severance”, debutto sotto Century Media che s’inseriva a buon titolo nel panorama djent pur restando un passo indietro rispetto ai vari Periphery e TesseracT. Dopo un paio di album più anonimi, inframezzati dall’uscita del già citato Jamie in favore del nuovo cantante Kaan Tasan, il cambiamento più eclatante riguarda l’etichetta, con l’approdo alla Arising Empire per cui vede ora la luce questo “This Place Brings Only Death”.
Dal punto di vista compositivo viceversa poco sembra cambiato: se l’opener “This Place Only Brings Death” lascia presagire un piglio più hardcore, già a partire dalle successive “Catpture” e “Surrender To Failure” la formazione inglese segue alla lettera un immaginario manuale “Metalcore for Dummies” (base pestona, una spruzzatina di breakdown, voci pulite quanto basta) e per restare ‘giovane’ (un’ipotetica via di mezzo tra gli Architects e i Code Orange?) condisce il tutto con una robusta dose di elettronica (“Devour Me”) e chitarre talmente glitchate da far venire voglia di metterci sopra del limone per far passare il singhiozzo ritmico.
Per inciso, qui nessuno pretende originalità ed innovazione a tutti i costi, ma quanto meno quel minimo di energia in più o ‘cazzimma’ (leggasi: un riff da scapocciore, un ritornello che resti in testa) come ad esempio fanno da sempre i Miss May I e che qui sembra apparire solo a tratti (“Ghost”, la slipknotiana “Passenger”), sostituita dalla ricerca spasmodica di una perfezione artificiale che tuttavia fatica a lasciare un segno, finendo nel calderone delle decine di band iperprodotte, di cui le playlist ‘Nuova Musica’ del venerdì sono affollate.
Con una ulteriore dose di cinismo potremmo aggiungere che un pezzo cibernetico come “Hex” i Fear Factory l’avevano scritto quasi trent’anni fa, ma non vogliamo infierire: chi segue il prog-core in tutte le sue declinazioni forse troverà un motivo d’interesse anche nell’ultima fatica degli Heart Of A Coward, ma per quanto ci riguarda “This Place Brings Only Death” è riuscito perfino a farci rimpiangere i cloni dei Bring Me The Horizon, che almeno come sottofondo erano più simpatici.
