HEAVEN DENIES – The Essence Of Power pt. 1

Pubblicato il 14/09/2019 da
voto
5.5
  • Band: HEAVEN DENIES
  • Durata: 00:49:00
  • Disponibile dal: 14/09/2019
  • Etichetta:
  • Distributore:

Per molti esperti ed appassionati del genere l’annata corrente sta segnando la rinascita del melodic power metal. In effetti bisogna riconoscere che, dopo aver vissuto tempi piuttosto bui, le sonorità che erano esplose prepotentemente durante la seconda metà degli anni Novanta sono tornate ora sotto i riflettori, riscuotendo interesse da parte di label e fan in giro per il mondo, grazie ad alcune band che stanno provando a reinventare quel sound tanto in voga ormai quasi due decadi fa. L’Italia è sempre stato un paese di riferimento per quanto riguarda la scena mondiale e, viste le premesse e gli ospiti presenti, questo nuovo progetto denominato Heaven Denies (il nome non può che riportare alla mente quel capolavoro assoluto scritto dai Labyrinth nel lontano 1998) sembra avere tutte le carte in regola per poter riaccendere le speranze dei cultori del power metal ‘made in Italy’. A capo di tutto si cela Iliour Griften, singer nostrano con un passato ricco di collaborazioni che vanno dal progetto Gabriels, passando per la band greca Clairvoyant fino all’interessante Vivaldi Metal Project. Dopo aver composto interamente i brani di questo esordio, che prende il nome di “The Essence Of Power pt. 1”, il mastermind italiano si è circondato di alcuni musicisti di spicco come il batterista Alex Landenburg (Kamelot, Cyhra), il chitarrista Matias Kupiainen (Stratovarius) ed il bassista Dino Fiorenza (Metatrone), i quali sono solo alcuni dei nomi che hanno preso parte alle registrazioni.
Un sound che, come detto, ci riporta tutto d’un fiato ai fasti del power metal melodico a cavallo tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del nuovo secolo, un tuffo verso le sonorità che hanno reso celebri band come Stratovarius, Celesty, primi Sonata Arctica ma anche i nostrani Highlord, gli Arthemis degli esordi e i Projecto. Una brevissima intro apre la strada a “Call Me Whenever”, pezzo tirato che punta su melodie piuttosto dirette e di facile impatto, forse fin troppo, ma che risulta piacevole ascolto dopo ascolto. Ma è da qui che la tela compositiva degli Heaven Denies mostra qualche lacuna importante. Se nei brani più tirati la formula scelta dai Nostri sembra funzionare (è gradevole anche la veloce “Flying Through The Time”), è appena si cambia un attimo registro che saltano fuori tutte le ombre di un songwriting poco brillante. L’ascolto di “The Essence Of Power pt. 1” ci mostra un disco a tratti piacevole certo, ma che, oltre ad una produzione non proprio perfetta – ma sulla quale possiamo chiudere un occhio visto che si tratta di un debutto autoprodotto – rivela una tracklist altalenante dove si avvicendano alcuni – rari – momenti riusciti ad altri fin troppo scontati e poco incisivi. Come detto sono soprattutto i pezzi meno tirati ad avere la peggio e la dimostrazione arriva evidente con “The Sign Of The Cross “ prima e “The Angel Of Death (Has Died)” poi. Due brani che si ergono su una struttura debole sia dal punto di vista strumentale, con chitarre poco incisive, sia nelle parti vocali fiacche e poco efficaci. Ci prova il buon Gabriel, tastierista siciliano anch’egli presente nella lunga lista degli special guest, a tenere in piedi la baracca con alcune parti davvero notevoli ai suoi tasti d’avorio, con un sound che prende spunto da quelle sonorità glaciali tipiche della scuola nordica, vedi Jens Johansson. Non é un caso che tra i brani che si fanno apprezzare maggiormente troviamo “Born To Burn”, dove la presenza di cambi di tempo ben assestati e di atmosfere epiche esaltano il pezzo nel quale compare per l’appunto un breve ma intenso assolo di tastiera.
“The Essence Of Power pt. 1” è un chiaro omaggio al melodic power metal dei tempi d’oro ma dimostra quanto ci sia ancora da lavorare per Iliour ed i suoi Heaven Denies se si vorrà ottenere un prodotto di un certo peso in grado di destare l’interesse dei seguaci di queste sonorità.

TRACKLIST

  1. The Sky Calls To Us
  2. Call Me Whenever
  3. Flying Through The Time
  4. The Sign Of The Cross
  5. The Angel Of Death (Has Died)
  6. Arch Enemy
  7. Metal Pride
  8. Born to Burn
  9. Love Me Forevermore
  10. End Of Time
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.