7.5
- Band: HEAVEN'S BASEMENT
- Durata: 00:52:13
- Disponibile dal: 08/02/2013
- Etichetta:
- Red Bull Records
- Distributore: Audioglobe
Attivi dal 2008, gli Heaven’s Basement sono la dimostrazione vivente che l’Inghilterra è ancora a tutti gli effetti una fucina di talenti rock. Sin dalla sua formazione, questa band si è lanciata in un’intensa attività live, ottenendo importanti slot insieme a band del calibro di Thunder, Shinedown, Bon Jovi, Hardcore Superstar e molti altri. Il 2013 è invece l’anno di “Filthy Empire”, primo full length firmato Heaven’s Basement. Con “Welcome Home” e “Fire, Fire”, i due brani apripista, la ricetta musicale degli inglesi si fa chiara, ovvero un’impalcatura hard rock imbastita da riff di chitarra presi a piene mani dalle sonorità anni Ottanta e Novanta, riproposti e mescolati ad idee più attuali ed al passo con i tempi, con l’aggiunta di una produzione moderna e frizzante. Con “Nothing Left To Lose”, Aaron Buchanan e compagni propongono un rock dalle melodie più commerciali, con un ritornello catchy ed ammiccante che non stonerebbe su un brano dei The Darkness. La voce di Buchanan suona potente, calda ed ispirata, sempre sorretta dal fido Sid Glover alla chitarra. “Lights Out In London” prosegue con questo mix di rock duro e linee melodiche catchy dal gusto esplosivo. Fino a questo momento “Filthy Empire” potrebbe sembrare il disco perfetto, peccato che i pezzi seguenti soffrano di un leggero calo di intensità ed ispirazione. “The Long Goodbye” e “Heartbreaking Son Of A Bitch” suonano meno frizzanti rispetto alla prima parte del disco. L’interessante “Can’t Let Go” riesce a ricatturare l’attenzione riportando ad alti livelli la qualità delle composizioni. Il disco si conclude con l’elettrizzante “Executioner’s Day”, dove l’adrenalina scorre a fiumi. Se non fosse per quelle tre-quattro canzoni un po’ sottotono, “Filthy Empire” raggiungerebbe l’eccellenza, ma trattandosi di un disco d’esordio, va riconosciuto agli Heaven’s Basement di aver fatto un gran lavoro. Finchè continueranno ad esserci band di questo livello, il rock duro potrà continuare a vivere in buona salute ed a regalarci ancora tante soddisfazioni.
