HEIDEVOLK – Uit Oude Grond

Pubblicato il 15/05/2010 da
voto
7.0
  • Band: HEIDEVOLK
  • Durata: 00:50:21
  • Disponibile dal: 26/03/2010
  • Etichetta: Napalm Records
  • Distributore: Audioglobe

E’ innegabile che la scena folk/viking abbia assunto un ruolo di evidente importanza nell’ambiente metal con una serie impressionante di nuove leve dalla qualità altalenante e che, purtroppo, non sembra riuscire a scalfire il trono dei maestri del genere che continuano a fare la differenza in una categoria con un numero sempre maggiore di aficionados. Sarebbe alquanto irrispettoso da parte nostra definire newcomer una band come gli olandesi Heidevolk, arrivati all’importante – e per certi versi fatidico – traguardo del terzo album, seppur senza mai salire alla ribalta forse anche per l’ostentata scelta di esprimersi nella loro lingua madre, il che non ha certo agevolato l’esportazione della proposta sonora della band fuori dai propri confini. Il cantato ad opera del duo Boghtdrincker/Bockting si rivela sin dall’apripista “Nehalennia” un sicuro punto di forza della formazione: il continuo alternarsi tra growl e cantato pulito, condito da episodi corali di buono spessore, fornisce al lavoro una buona varietà che fa dimenticare alla svelta il cantato in olandese, che a volerla dire tutta non suona così irritante come verrebbe naturale pronosticare. I cinquanta minuti del lavoro scorrono senza intoppi tra momenti goliardici ed altri più profondi e folkloristici, dove il soave violino di Irma Vos si incastona alla perfezione con il dolce alternarsi di momenti acustici sempre ben controbilanciati da qualche momento più estremo che ricorda da vicino gli ultimi lavori degli svedesi Månegarm. L’iniziale “Bockting”, “Nehalennia” o la trascinante ed impronunciabile “Karel van Egmond, Hertog van Gelre” rappresentano il lato più accessibile e guerrigliero della band, fatto di mid-up tempo conditi da grida di battaglia miste a melodie accessibili – non per questo scontate – che segnano un deciso contrasto ai riff rocciosi e quadrati di episodi come “Ostara” e la conclusiva “Beest bij Nacht”, in cui la vostra testa non potrà fare a meno di lanciarsi in un incontrollato headbanging. Se per la maggior parte del disco è l’immediatezza a farla da padrona, i sette olandesi dimostrano di saperci fare anche con tempi più lenti e struggenti come in “Een Geldersch Lied” o nella riuscita strumentale “Alvermans Wraak”, dove a prevalere è l’anima folk della formazione: come avrete ben capito “Uit Oude Grond” è un disco che, senza far gridare al miracolo, si fa apprezzare per la buona qualità dei singoli episodi che nel giro di qualche ascolto non faticheranno ad entrarvi in testa. La sensazione che predomina durante l’ascolto dell’ultima fatica degli olandesi è che manchi ancora qualcosa per insidiare i piani più alti del genere, e la mancanza di qualche episodio dal più alto valore non fa che confermare questa convinzione: date una possibilità a “Uit Oude Grond”, se siete appassionati del genere siamo certi che non vi deluderà. Li aspettiamo con fiducia alla prossima fatica discografica che risulterà quantomai determinante per la loro carriera… per ora non possiamo fare altro che augurarvi buon ascolto!

TRACKLIST

  1. Nehalennia
  2. Ostara
  3. Vlammenzee
  4. Een Geldersch Lied
  5. Dondergod
  6. Reuzenmacht
  7. Alvermans Wraak
  8. Karel van Egmond, Hertog van Gelre
  9. Levenslot
  10. Deemsternis
  11. Beest bij Nacht
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