HEIDEVOLK – Walhalla Wacht

Pubblicato il 15/05/2008 da
voto
7.0
  • Band: HEIDEVOLK
  • Durata: 00:41:33
  • Disponibile dal: 31/03/2008
  • Etichetta: Napalm Records
  • Distributore: Audioglobe

“Walhalla Wacht” è il secondo disco per gli Heidevolk, gruppo olandese che propone un pagan folk metal cantato interamente in lingua madre. Se quest’ultimo elemento contribuisce a valorizzare il lato più folkloristico della band, non si può certo dire che faciliti l’ascolto di chi non conosce l’Olandese e probabilmente costituisce il limite maggiore di questo lavoro. Il sound della band è abbastanza originale, con una solida base ritmica che non tralascia anche episodi tirati, due voci pulite di cui una su tonalità più alte e l’altra più bassa e aggressiva, parecchie parti corali, inserti di violino e atmosfere medievaleggianti che caratterizzano tutti i quaranta minuti del lavoro. Tra i gruppi di riferimento possiamo citare Skyclad, Otyg, Cruachan, Vintersorg ma anche i Bathory più epici nonché i Falkenbach o i più giovani Tyr. Partenza con “Saksenland” dai toni abbastanza danzerecci sulla strofa e dal ritornello con cori semplici, diretti e battaglieri, uno dei momenti più convincenti del disco. Di tutt’altra pasta la successiva “Koning Radboud”. Dopo un inizio cadenzato, molto epico e con l’immancabile suono del corno, la band spinge poi sull’acceleratore fino ad una sfuriata ai limiti del viking e con dei chorus che lasciano però abbastanza a desiderare in quanto a ispirazione. La più folkeggiante “Woodan Heerst” rialza il livello grazie a delle parti di violino alternate alle strofe e dei cori epici inseriti a metà brano. La titletrack viaggia invece su tempi sostenuti ma soffre di una certa monotonia nelle linee vocali, interrotta solo da una prevedibile digressione estrema nella parte centrale. Al contrario, il gruppo riesce a dare il meglio di sé quando le strutture delle composizioni si presentano più varie, come “Opstand Der Bataven” o “Het Wilde Heer”, con di cambi di tempo e aperture melodiche. Presenti anche episodi da bevuta collettiva come “Hulde Aan De Kastelein” o “Naar Der Gevallenen” che non colpiscono più di tanto ma aggiungono un po’ di colore e atmosfera paesana al tutto. Buona l’accoppiata conclusiva “Zwarden Geheven/ Dageraad”, la prima tirata e dalle ritmiche serrate, la seconda acustica e con delicate note di flauto. I suoni sono ben curati soprattutto per quanto riguarda le voci e le chitarre mentre sulle parti più tirate non appaiono molto nitidi. Il disco è in definitiva indicato a tutti coloro che amano il folk metal e decisamente poco adatto per chi invece non mastica abitudinariamente questo tipo di sonorità.

TRACKLIST

  1. Saksenland
  2. Koning Radboud
  3. Wodan Heerst
  4. Hulde Aan De Kastelein
  5. Walhalla Wacht
  6. Opstand Der Bataven
  7. Het Wilde Heer
  8. Naar De Hal Der Gevallenen
  9. Zarden Geheven
  10. Dageraad
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