HEILUNG – Futha

Pubblicato il 14/07/2019 da
voto
7.5
  • Band: HEILUNG
  • Durata: 01:13:33
  • Disponibile dal: 28/06/2019
  • Etichetta: Season Of Mist
  • Distributore: Audioglobe

Musica per guarire, musica per entrare in contatto con la magia della Terra e con la memoria ancestrale dell’uomo. Il collettivo Heilung (“guarigione”, appunto, in antico germanico) si ripropone di continuare il percorso ‘spirituale’ in cui hanno camminato nei secoli sciamani, guaritori, aedi da qualunque parte del mondo – insieme con i più recenti e forse altrettanto osannati Wardruna e altri progetti di questo tipo: connettere attraverso un flusso unico di voci e strumenti l’ascoltatore a questa dimensione mi(s)tica, su disco ma soprattutto live – in cui l’apparato visuale di luci, maschere, danze e fuochi completa l’opera (vi invitiamo a guardare la performance al Castlefest del 2017, edita successivamente col nome di “Lifa”).
“Futha”, secondo lavoro del gruppo rilasciato da una Season Of Mist sempre attenta ad un determinato tipo di realtà folk/sperimentali, prosegue il lavoro di messa in musica di antichi canti/testi in antico scandinavo (e simili) rinvenuti su reperti archeologici nel Nord Europa o sopravvissuti nella tradizione aedica orale; leggendo le corpose note in accompagno all’album ci rendiamo subito conto della serietà con cui gli Heilung hanno scavato, ricercato ed adattato questo tipo di contenuti alla loro musica: un certo amore oseremmo dire ‘filologico’ che, coniugato ad una trama sonora molto particolare, composta esclusivamente da strumenti tradizionali e voci, rende questo tipo di proposta molto interessante. Anche la scelta del titolo è carica di sfumature; infatti la parola futah, con le sue numerose varianti fonologiche, veniva usata per definire gli alfabeti runici ed è con tutta probabilità l’accostamento dei tre suoni/rune iniziali (proprio come l’italiano ‘abc’) ed è ancora oggi oggetto di dibattito circa il proprio reale significato: connessione con gli dèi, simbolo del femminino, formula di guarigione, talismano magico… per gli Heilung è questo, ma non solo; nei ritmi convulsi e tribali (“Hamrer Hippyer”), nelle urla ferine o nei passaggi più ‘lirici'(“Traust”) i vari significati si mescolano al ritmo dei tamburi, dei vocalizzi ctonii, delle corde di budello fatte vibrare nel loro sciamanico rituale. Lo scoglio linguistico, che all’inizio può apparire insormontabile per una completa comprensione dell’insieme, semplicemente scompare a favore di un coinvolgimento tutto auditivo che poco ha a che fare con la logica e le regole grammaticali. Sicuramente con i testi tradotti e una spiegazione accanto il quadro d’insieme sarà più nitido e chiaro, ma crediamo che la musica composta dagli Heilung sia già di per sè un viaggio riflessivo ed ipnotico. Per avere un saggio di quanto detto vi invitiamo ad ascoltare brani come “Galgadr”, in cui il tono di voce maschile, gutturale e raschiante cresce di ritmo e volume fino a fondersi ipnoticamente con le percussioni – in netto contrasto con la successiva “Norupo”, luminosa per la rifrangenza di armonie cristalline femminili oppure “Svanrand”, in cui i due estremi si fondono in una cantilena che odora d’arcano.
Difficile non lasciarsi suggestionare.

TRACKLIST

  1. Galgaldr
  2. Norupo
  3. Othan
  4. Traust
  5. Vapnatak
  6. Svanrand
  7. Elivagar
  8. Elddansurin
  9. Hamrer Hippyer
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