HEIMDALLS WACHT – Der Untergang der alten Welt

Pubblicato il 07/08/2007 da
voto
7.5
  • Band: HEIMDALLS WACHT
  • Durata: 01:01:15
  • Disponibile dal: 16/10/2006
  • Etichetta: Christhunt Productions
  • Distributore:

Mai perdere la speranza. Anche dopo che le ultime venti produzioni della Christhunt Production sono state tutt’altro che entusiamanti, l’etichetta teutonica, che in pratica fomenta e tiene in piedi gran parte dell’underground tedesco più in ombra, ha tirato fuori il coniglio dal cilindro: gli Heimdalls Wacht. Il CD è datato fine 2006, ma i canali di distribuzione nell’underground hanno i loro tempi e poi il metal in genere non è una moda come il pop e gli Heimdalls Wacht non sono di certo la colonna sonora per l’estate! Questo secondo album del gruppo tedesco è un fulmine a ciel sereno, è un esempio di come si possa, con un po’ di telento e cervello, dare alle stampe un album vincente. Partiamo dalla produzione, da sempre croce e delizia del black metal: pur non avendo grossi capitali alle spalle, la produzione di “Der Untergang Der Alten Welt” ha tutte le caratteristiche di un album black metal prodotto ad hoc; niente suoni strapompati dunque, ma suoni graffianti e volumi equilibrati in modo che tutto si possa sentire al meglio. Per quanto riguarda il tipo di black metal suonato dagli Heimdalls Wacht, bisogna dire innanzitutto che l’album in questione è assai vario, risultando fresco e dai numerosi spunti interessanti. All’inizio l’ascoltatore viene piacevolmente investito da quel riffing svedese che ha fatto la gloria dei Dissection di “The Somberlain”, preso ad esempio più tardi da altre band come i Thy Grief. Ma gli Heimdalls Wacht sono lungi dall’essere i cloni dei Dissection. Infatti il CD si evolve, cambia forma, diventa un black metal pregno di atmosfere notturne e nordiche, come se fosse l’aurora boreale ad ispirare la band teutonica. Sotto questo cielo notturno, dal cuore della foresta, arcani arpeggi rievocano tempi passati ed il mood non si discosta troppo da quanto avevano fatto gli Ulver dell’esordio. Poi i riff black metal si riprendono la scena, ispirati stavolta da melodie nordiche più che dal classico filone tipicamente tedesco imbevuto di epicità romantica. Gli Heimdalls Wacht hanno offerto una prova maiuscola, che non merita di restare ignorata nei meandri dell’underground sempre più affollato.

TRACKLIST

  1. Die Tränen des alten Wächters
  2. Des Nordens Stern
  3. In kalten Schatten versunken
  4. Der letzte Marsch
  5. Weltenbrand
  6. Unter dem Banner der weißen Hand
  7. Weißes pferd auf rotem Grund
  8. Ein Denkmal für die alte Welt
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