HEIR APPARENT – Graceful Inheritance

Pubblicato il 21/02/2022 da
voto
9.0
  • Band: HEIR APPARENT
  • Durata: 00:46:16
  • Disponibile dal: 01/01/1986
  • Etichetta:
  • Black Dragon Records

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Quando si tratta il sempre caro argomento relativo alle band che, durante la propria carriera, avrebbero meritato di raccogliere maggior successo, si farebbe bene a menzionare anche gli Heir Apparent. Negli anni Ottanta, la scena heavy metal a Seattle era assai florida, e gruppi come Metal Church, Queensryche e Fifth Angel erano solamente i nomi più noti di un movimento che segnò profondamente la storia della nostra musica preferita. Terry Gorle era un abile chitarrista appassionato di Black Sabbath, Judas Priest e Scorpions, e nei primi anni Ottanta, dopo qualche tempo trascorso a coverizzare i propri beniamini, decise di fondare la sua band con l’aiuto di altri validissimi musicisti della scena locale: il cantante Paul Davidson, il bassista Derek Peace ed il batterista Jim Kovach – quest’ultimo presto rimpiazzato da Ray Schwartz – si uniscono quindi al Nostro per dare il via alla storia degli Heir Apparent. Il quartetto attira subito le attenzioni registrando un demo di cinque tracce, grazie al quale viene firmato un contratto con la label francese Black Dragon Records per la pubblicazione dell’esordio “Graceful Inheritance” nel 1986, prima in vinile e successivamente in CD (detenendo così il primato di essere il primo disco stampato su compact disc da una label indipendente in Europa). Purtroppo per diversi anni l’album non vide mai la luce negli Stati Uniti, relegandone il successo solamente in Europa, dove la band fu accolta calorosamente dalla stampa del settore.
Il motivo di tale accoglienza è facile da intuire; gli Heir Apparent confezionano un disco inattaccabile sotto ogni punto di vista, dimostrando di sapersi muovere con disinvoltura attraverso le tredici canzoni che compongono la tracklist. Composizioni complesse ma al contempo affascinanti, brani ricchi di classe, dinamici e seducenti, che non si perdono in inutili fraseggi né in futili esercizi di tecnica pura.
La partenza è da applausi scroscianti con l’incedere di “Another Candle”, dove un sound cromato e sofisticato si lascia andare a melodie ruffiane e raffinate. La partenza delicata con gli arpeggi di chitarra di Terry Gorle si sposta su binari più massicci per poi colpire con un ottimo refrain. Più metallica la seguente “The Servant”, con il basso di Derek Peace che scorre deciso caricandosi sulle spalle un brano galoppante che elettrizza durante l’assolo di chitarra, il quale esplode in tutta la propria magniloquenza. Più ruffiane le atmosfere di “Tear Down The Walls”; alcuni arpeggi accompagnano le soffici chitarre di Terry, prima di partire su riff dinamici che trasportano il cantato esplosivo di Paul Davidson disegnando melodie sublimi. Ritmi più alti si scagliano sull’ascoltatore con “The Clock”, dove il singer americano alza i decibel puntando su un cantato squillante senza risparmiarsi e concedendosi qualche acuto qua e là. Il brano è trascinante e – ancora una volta – il basso ricopre un ruolo decisivo nello spingere una composizione ricca di energia. Dopo le atmosfere malinconiche della strumentale “R.I.P. (live)” sono le melodie intriganti di “Hands Of Destiny” a dare enfasi all’ascolto, con un crescendo ricco di emozioni e segnato da un ritornello che si stampa subito in testa. Ancora arpeggi, tipica caratteristica di quel sound proveniente in quegli anni da Seattle e dintorni, divenuto poi trademark dell’US metal di un certo tipo, si ripresentano sulle note dolci, epiche e sofisticate di “Keeper Of The Reign“, brano elegante che apre la strada alla parte finale del disco. La grintosa “Dragon’s Lair”, il midtempo “Masters Of Invasion”, che colpisce con un coro a dir poco maestoso, e la scrosciante “Nightmare” sigillano un lavoro qualitativamente eccelso.
“Graceful Inheritance” è un tesoro nascosto che merita di essere riscoperto, una grande opera scritta da un immenso musicista quale Terry Gorle, e confezionata alla perfezione grazie all’enorme prestazione dei suoi compagni d’avventura. Un disco, questo debutto firmato Heir Apparent, che va a collocarsi tra i pilastri fondamentali del progressive-heavy metal di scuola statunitense.

P.S. Negli anni il disco è stato ristampato diverse volte, anche recentemente dalla Hammerheart Records nel formato vinile e compact disc.

TRACKLIST

  1. Entrance
  2. Another Candle
  3. The Servant
  4. Tear Down The Walls
  5. Running From The Thunder
  6. The Cloak
  7. R.I.P. (Live)
  8. Hands Of Destiny
  9. Keeper Of The Reign
  10. Dragon's Lair
  11. Masters Of Invasion
  12. Nightmare
  13. A.N.D.... Dogro Lived On
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