HELL IN THE CLUB – Shadow Of The Monster

Pubblicato il 26/01/2016 da
voto
7.5
  • Band: HELL IN THE CLUB
  • Durata: 00:42:16
  • Disponibile dal: 22/01/2016
  • Etichetta: Scarlet Records
  • Distributore: Audioglobe

Al terzo tentativo, gli Hell In The Club hanno trovato la quadratura del cerchio plasmando un’opera nel complesso intensa e cangiante, dalla quale traspare la significativa volontà di smarcarsi, per quanto possibile, dai canonici cliché del party rock. Recentemente, il collettivo nostrano ha affrontato la dipartita del tentacolare batterista Federico Pennazzato, rimpiazzato dal talentuoso ed eclettico collega Marco Lanciotti. Rapidamente integratosi in un meccanismo oramai rodato da tempo, il nuovo entrato ha conferito ulteriore fantasia e spessore ad un’opera che coniuga ritornelli immediati con un’architettura musicale mai così sofisticata. Rinnovato il sodalizio artistico con il sempre più quotato produttore Simone Mularoni, i protagonisti hanno ridotto al lumicino gli abusati ammiccamenti allo ‘sleaze’ scandinavo, per lasciare ampio spazio alla propria personalità compositiva. Sebbene vi sia ancora qualche lieve passaggio a vuoto palesato dall’irruenta “Try Me, Hate Me”, sorta di gradevole outtake preso in prestito dai Mötley Crüe di “Dr. Feelgood”, e dalla semi-ballad “Naked”, rievocante i Mr. Big più melliflui, il resto della scaletta di “Shadow Of The Monster” non mostra la benché minima sbavatura. L’anthemica “DANCE!” dispone di un ritornello a presa rapida, evolvendosi poi in una brusca accelerazione finale al cardiopalmo. “Enjoy The Ride” invece assume la fisionomia di un curioso ibrido plasmato in laboratorio tra AC/DC e Bon Jovi, palesando la massima espressività all’altezza dell’esplosivo bridge. I Nostri osano il tutto per tutto con l’incisivo hard rock di “Appetite”, il quale muta per un istante il proprio DNA in una brevissima pièce teatrale degna dei Queen. Il groove oscillante della title track richiama velatamente il mood dei vecchi Guns N’ Roses, mentre il riff stoppato di “Hell Sweet Hell” non ha paura di sporcarsi le mani con soluzioni dal taglio più moderno. L’introspettiva malinconia narrata da “The Life & Death Of Mr. Nobody” troverebbe ampio spazio nelle attuali frequenze medie statunitensi. Stupisce altresì l’inclusione della toccante “Money Changes Everything” dei The Brains, portata al successo internazionale anni fa da una certa Cyndi Lauper. In questa occasione, la band riesce a far proprio un brano facilmente banalizzabile, ulteriore prova che i Nostri sono pronti per volare al di là dell’Oceano. Siete pronti a scommettere su di loro?

TRACKLIST

  1. DANCE!
  2. Enjoy The Ride
  3. Hell Sweet Hell
  4. Shadow Of The Monster
  5. The Life & Death Of Mr. Nobody
  6. Appetite
  7. Naked
  8. Le Cirque Des Horreurs
  9. Try Me, Hate Me
  10. Money Changes Everything
1 commento
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