7.0
- Band: HELLBRINGER
- Durata: 00:40:36
- Disponibile dal: 28/09/2012
- Etichetta:
- High Roller Records
Ma siamo nel 1985? La domanda sorge spontanea ascoltando il debut album degli australiani Hellbringer che – tolta la più che buona produzione – pare a tutti gli effetti un prodotto da mid eighties fatto di musica a metà strada tra il thrash e lo speed, in una sorta di versione più tagliente ma meno potente degli Slayer pre-“Reign In Blood”. Altri riferimenti meno calzanti sono i mostri sacri della scena thrash tedesca ed alcun speed heroes quali Living Death, Exciter e Whiplash. “Dominion Of Darkness” è il primo lavoro della band di Canberra, pubblicato dalla High Roller che nel proprio roster vanta gente del calibro di Manilla Road e Tokio Blade. Tornando ai Nostri, dicevamo che l’aderenza ai canoni dello speed thrash primigenio è assolutamente totale e fortunatamente sostenuta da un songwriting più che buono che consente al terzetto di padroneggiare strutture semplici e ficcanti come dei veterani. Le tematiche trattate sono ovviamente luciferine e vertono su tematiche infernali e guerresche. Ci pare poi di poter dire che la musica non scenda mai nemmeno per sbaglio sotto l’up tempo, fatto salvo per un assolo mutuato dalla NWOBHM presente in “Satanic Destructor”. Alcuni brani forse sono fin troppo lunghi e monotoni per il genere suonato; pensiamo all’iniziale title track, alla già citata “Satanic Destruction” e alla conclusiva “Demon’s Blood”, invero un po’ ripetitive. Corna alzate per “Bell Of The Antichrist” – a rinverdire i fasti dei primi Exciter e durante la quale il singer Luke Bennett caccia un urlo acutissimo che farà balzare dalla sedia chi in quegli anni e con quella musica è cresciuto. Bene anche le slayeriane “Deceiver’s Chamber” e “The Rites Of Evil”, composte probabilmente con “Show No Mercy” a palla in sala prove. Non male anche alcuni momenti sodomiani che contribuiscono a rendere ancora più ignorante il tutto. Insomma, questo debut album degli Hellbringer farà sicuramente contenti i die hard maniac ottantiani che qui troveranno pane per i loro denti. In effetti, tra le ultime uscite del genere, questo “Dominion Of Darkness” è una delle migliori, sia per aderenza ai canoni sia per la bontà del materiale in sé. Consigliati.
