HELLFOX – The Spectrum Of Human Gravity

Pubblicato il 11/06/2025 da
voto
6.5
  • Band: HELLFOX
  • Durata: 00:36:20
  • Disponibile dal: 06/06/2025
  • Etichetta:
  • Rockshots Records

Nell’eterna lotta tra capacità creative e analitiche, i musicisti in genere prediligono le prime nella ricerca della propria identità, mentre i recensori sono portati a classificare e categorizzare la proposta musicale degli artisti, così da poter dare dei riferimenti precisi al pubblico. Ebbene, nel caso delle Hellfox, quartetto bergamasco tutto al femminile, quest’opera di definizione non è così facile, visto il mix di elementi che contraddistinguono “The Spectrum Of Human Gravity”, secondo album a tre anni di distanza dall’esordio “The Call”.
Certamente, come dichiarato peraltro dalla band stessa, si avverte un retrogusto di melodic death metal vintage (primi Amorphis, Dark Tranquillity ed In Flames), anche se il cantato femminile ci ha ricordato la proposta degli Amaran, formazione svedese d’inizio secolo fattasi notare proprio per questo mix.
L’intreccio vocale tra la cantante titolare Greta Antico  e il growl della bassista Priscilla Poe può richiamare i Lacuna Coil, ma dal punto di vista strumentale le orchestrazioni e l’atmosfera in generale si avvicinano più alla scena gothic inglese degli anni Novanta (“Empty”) e alla derivazione sinfonica dei Duemila, dagli Epica ai Sirenia, con le tastiere a dettare i tempi di “Water On The Ceiling” e “Atlas”.
Una produzione moderna, opera del guru Simone Mularoni, assicura la giusta dose di potenza fin dall’opener “Nautilus + Seaweed Braids”, dove gli arpeggi di gothenburghiana memoria si mescolano efficacemente a linee di basso particolarmente groovy, giustapposte ad effetti elettronici che aggiungono una componente più alternative come nella più oscura “Pareidolia”.
Dopo un inizio tanto scoppiettante quanto variegato, però, nella seconda metà del disco non tutto fila liscio: “Six Times Lighter” e “The Centipede” giocano sul contrato tra clean e growl ma, al netto di un’impostazione più teatrale, i ritornelli risultano meno ficcanti e le chitarre eccessivamente contorte, rendendo l’ascolto meno fluido. Interessante viceversa “The Warrior, The Child, The Healer”, pezzo più heavy-power che alle influenze di cui sopra aggiunge un tocco moderno sulla scia degli ultimi Unleash The Archers, prima della chiusura affidata all’outro “Voices”.
Un ritorno, quello della band bergamasca, che lascia intravedere delle buone potenzialità in una cornice ancora dal multiforme ingegno in divenire: le aspettiamo ora al traguardo del terzo disco con un sound ancora più a fuoco.

TRACKLIST

  1. Nautilus + Seaweed Braids
  2. Empty
  3. Water On The Ceiling
  4. Pareidolia
  5. Atlas
  6. Six Times Lighter
  7. The Centipede
  8. The Warrior, The Child, The Healer
  9. Voices
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