HELLGEIST – Hellgeist

Pubblicato il 30/01/2015 da
voto
5.0
  • Band: HELLGEIST
  • Durata: 00:29:52
  • Disponibile dal: 03/11/2014
  • Etichetta:
  • Nadir Music
  • Distributore: Audioglobe

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Avevamo conosciuto la musica dei cuneesi Hellgeist un paio di anni fa, quando ci mandarono la loro prima demo “What A Hell” che, senza infamia e senza lode, faceva il suo sporco lavoro con le sue ritmiche panteriane, le sue bordate di groove, le vocals debitrici al maestro Phil Anselmo e via discorrendo. Ovvio che non ci si aspettava dagli Hellgeist un lavoro di debordante personalità, però magari qualche angolo smussato qua e là non ci sarebbe dispiaciuto. Già perché andrà pure bene essere innamorati del sound di una band, e in generale delle varie derivazioni che questi hanno portato al genere stesso, come nel caso dei Pantera… D’accordo dunque rifarsi ai Sepultura, ai Lamb Of God, agli Hatebreed e via dicendo, però, un briciolo di ricerca di personalità crediamo che, di questi tempi, sia diventato un minimo sindacale dal quale non si deve e non si può più prescindere, vista la mole di band che quotidianamente affollano la scena musicale. Ma in questo omonimo disco di debutto, che esce sotto la nostrana Nadir Music, la principale carenza non è solo la mancanza di personalità, troviamo infatti anche varie lacune in fase di songwriting che ci risulta per lo più piatto e dozzinale, con riff che si ripetono e si rincorrono tra di loro senza mai spiccare il volo, senza mai esplodere veramente, adottando soluzioni che oggettivamente abbiamo sentito letteralmente centinaia di volte. Francamente non ci è piaciuta nemmeno la produzione, troppo scarna e asciutta per il genere proposto, che invece avrebbe bisogno di suoni più bombastici e potenti. L’uso di una sola chitarra, e anche un po’ la mancanza di tappeti sonori “riempitivi” da parte degli altri strumentisti, fa sì che il suono sia fondamentalmente vuoto, basato solo sul lavoro del chitarrista. Questo fa sì che i frangenti più cadenzati siano pressoché inefficaci per mancanza di potenza e che, ad esempio, durante gli assoli si assista a veri e proprio vuoti sonori che sono davvero bruttini (per non dire imbarazzanti). Onestamente, nonostante i ripetuti ascolti, non siamo riusciti a trovare spunti positivi in grado di far raggiungere anche solo una risicata sufficienza a questo primo omonimo lavoro degli Hellgeist.

TRACKLIST

  1. Last Breath
  2. Again
  3. Black Bells
  4. Mindead
  5. Your World
  6. Emily
  7. Blood Faith
  8. Hell
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