HERETOIR – Solastalgia

Pubblicato il 16/09/2025 da
voto
8.0
  • Band: HERETOIR
  • Durata: 01:03:05
  • Disponibile dal: 19/09/2025
  • Etichetta:
  • Art Of Propaganda

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Doveva esserci un disco del cambiamento, prima o poi, anche per gli Heretoir: la band tedesca, da sempre capitanata da Eklatanz (al secolo David Conrad), non è propriamente una novità sulla scena, visto che nella forma di solo project o di gruppo vero e proprio esiste da ormai quasi vent’anni. Certo, magari dalle nostre parti rimane un nome in qualche modo minore conosciuto solo dagli affezionati del post-black, ma, almeno nell’Europa centrale, stiamo parlando di un gruppo che ha un seguito di un certo tipo. Nonostante questo, in due decadi i nostri hanno pubblicato solamente quattro dischi completi più un paio di EP.

Ci piace pensare che sia stata una maturazione lunga e progressiva, quella di Eklatanz e che la sua militanza (anche solo come turnista) in tutta una serie di gruppi musicalmente affini ma allo stesso tempo differenti fra loro come Agrypnie, Austere, Dornenreich e Thränenkind abbia prodotto infine questo quarto, stupendo “Solastalgia”.
Sempre in territori post-black siamo, non temete; ma se “Nightsphere” è stato un disco scuro e sostanzialmente semplice da incasellare negli stilemi del post-black che nel tempo si è solidificato (e pure un po’ congelato, concedetecelo) come genere attorno a numi tutelari come Alcest, Harakiri For The Sky e a label come la Northern Silence e la Art Of Propaganda, “Solastalgia” cambia le carte in tavola.
Su strutture conosciute, stavolta spiccano chitarre più moderne, influenze più varie e soprattutto, un uso della voce ormai radicalmente diverso. L’urlato di Eklatanz ormai si rivela per quello che è: un misto tra certi Architects e lo swedeath dei Soilwork degli anni d’oro, quelli di “Figure Number Five” e “Stabbing The Drama”. Attenzione però: non stiamo dicendo che la malinconia e la magia di un classico minore del genere in questione come “The Circle” siano sparite, anzi; gli Heretoir del 2025 semplicemente ci costruiscono sopra molto altro, rendendo brani lunghi come “Season Of Grief”, “Dreamgatherer” e la title-track deliziosamente vari.
La canzone-tipo degli Heretoir di oggi è ovviamente il singolo “The Ashen Falls” dove convivono i blast-beat, la voce sporca, un ritornello meraviglioso e un distinto sapore deathcore che mescola rabbia e tristezza.
Non finisce però qui: proseguendo con l’ascolto ci sono gli Opeth, i Green Carnation e gli Alcest di “Season Of Grief”, l’approccio più classico di “You Are The Night”, le vibrazioni francesi di “Dreamgatherer” e della title-track e molto altro ancora. Gli Heretoir hanno messo insieme un disco vario, corale, emozionante e anche piuttosto coraggioso, perché il salto formale dal precedente “Nightsphere” non è proprio piccolo, a ragion veduta.

In sostanza: se siete appassionati di post-black e più in generale di musica malinconica, ma non vi serve per forza il minimalismo dei vecchi Lantlos e Harakiri For The Sky e oltre a questo siete pronti ad accettare un disco poderoso a livello di suoni, “Solastalgia” potrebbe essere uno degli highlight dell’anno. Per noi lo è.

TRACKLIST

  1. The Ashen Falls
  2. Season of Grief
  3. You Are the Night
  4. Inertia
  5. Rain
  6. Dreamgatherer
  7. The Heart of December
  8. Burial
  9. Solastalgia
  10. The Same Hell (MMXXV)
  11. Metaphor (In Flames cover)
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