7.0
- Band: HERETOIR
- Durata: 01:05:37
- Disponibile dal: 24/03/2017
- Etichetta:
- Northern Silence Prod.
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Il progetto Heretoir diventa una vera e propria band con l’inserimento in line-up di un secondo chitarrista e di un batterista, entrambi provenienti dai “post” black metaller Thränenkind. Con queste due nuove spalle, il polistrumentista/cantante Eklatanz e il bassista Nathanael hanno evidentemente avuto modo di rivisitare e ampliare il sound espresso sull’omonimo debut album del 2011, optando per strutture più elaborate e una maggiore spinta a livello ritmico. I ragazzi tedeschi, tuttavia, continuano a portarsi dietro una buona dose di malinconia, elemento che ancora una volta si dimostra il principale propulsore di soluzioni che guardano con insistenza all’operato di Alcest, Amesoeurs, Lantlos e Les Discrets. Questa volta troviamo addirittura Neige come ospite nella lunga “Laniakea Dances (Soleils Couchants)”, mentre il buon Fursy Teyssier (Les Discrets) ha nuovamente curato la copertina del lavoro. Insomma, nonostante il drumming sia divenuto più tecnico e intraprendente e il gruppo abbia abbandonato certe formule minimaliste di matrice “depressive”, in favore di un suono maggiormente cangiante e moderno, la proposta Heretoir continua ad avere molto in comune con quella di alcuni importanti “padri” del filone nel quale i Nostri hanno mosso i loro primi passi. L’intro “Alpha”, del resto, non fa nulla per nascondere tali influenze, aprendosi con un arpeggio che sembra uscire direttamente da “Écailles de Lune”. Omaggi certo evitabili, ma che tutto sommato non infastidiscono, se non altro perchè, nel corso della tracklist, gli Heretoir riescono in più di una occasione a palesare una indubbia crescita sia sul fronte compositivo che su quello esecutivo – vedi episodi movimentati come “Exhale” o “Fading with the Grey”, dove anche la voce pulita si fa più intensa e risoluta. A volte la tensione cala e la lunghezza complessiva dell’opera è forse eccessiva, ma “The Circle” sa rivelarsi toccante come vuole la tradizione del genere; malinconico, ma affatto privo di aperture intrise di visioni celesti quanto di sfuriate tutte terrene. Di questo passo, i ragazzi dovrebbero riuscire a staccarsi del tutto da certi ingombranti influenze già dal prossimo album.