6.0
- Band: HEROD
- Durata: 00:39:56
- Disponibile dal: 24/04/2006
- Etichetta:
- Lifeforce Records
- Distributore: Andromeda
Tornano alla ribalta gli statunitensi Herod, paladini del true metal inun roster, quello della Lifeforce, votato a sonorità più moderne edattuali. A distanza da un paio d’anni dal precedente “For Whom The GodsWould Destroy”, i nostri restano fedeli alla propria proposta musicale,fatta di power americano e heavy britannico, miscelati con il thrashottantiano più accessibile (Metallica, Megadeth, Death Angel) e l’hardrock maschio della loro terra d’origine. Il risultato finale èaltalenante in quanto i ragazzi riescono a dare un’impronta personale acomposizioni eccessivamente derivative. Sfortunatamente, il singerJason Russo spesso e volentieri vuole strafare, andando a prendersidelle ottave che non appartengono al suo spettro vocale e quindirovinando gran parte delle linee vocali. Non mancano episodi sopra lamedia, come ad esempio “All Night”, grazie soprattutto al breakcentrale thrasheggiante, davvero coinvolgente. Altro pezzo da novanta è”Lies And Betrayal” con le sue chitarre maideniane a sovrastare unastruttura che cambia in continuazione ritmi, grazie ad un buon lavorodi Mike Jeffers dietro le pelli. Il resto dellíalbum vive di sussultie, purtroppo, va segnalata la rovinosa caduta in corrispondenza dellapower ballad “Forever”, letteralmente rovinata dal singer. Laproduzione è piuttosto efficace e old school, e nel mixing finale tuttigli strumenti si sentono abbastanza bene. Piccola annotazione finale:non si riesce a capire come mai la Lifeforce, avendo a disposizione unascena piuttosto vasta dalla quale attingere, abbia voluto puntare su ungruppo non certo eccezionale come gli Herod per sfondare nel mercatodel classic metal. Misteri del music business…
