HERRATIK – Compromise Gone

Pubblicato il 28/12/2011 da
voto
6.0
  • Band: HERRATIK
  • Durata: 00:31:11
  • Disponibile dal: 31/10/2011
  • Etichetta: Battlegod Prod.
  • Distributore: Masterpiece

Dall’Australia continuano ad arrivare orde di defender della vecchia scuola thrash, spesso mascherati sotto le sembianze di truci black o death metaller. E’ il caso dei cari vecchi Destroyer 666, dei Sadistik Exekution o dei Gospel Of The Horns, tutte band più o meno inseribili nei filoni metal più estremi, ma che, nonostante tutto, mantengono costantemente forti punti di contatto con la tradizione thrash più violenta e becera; quella di Sodom e primi Slayer, per intenderci. Alla lista, aggiungiamo ora questi Herratik, formazione nata dalle ceneri dei death metaller Abortus (un album per la nostra Code666 nel 2001) che si presenta con un platter di robusto speed-thrash ottantiano, rinvigorito solo saltuariamente da qualche sferzata death metal, più che altro presente in alcuni uptempo nella parte centrale della tracklist. L’epico intro del lavoro, infatti, sembra quasi essere riuscito dalla penna di gruppi come i Running Wild, mentre i continui assoli di “Enough” rimandano a varie raffinate realtà power-thrash statunitensi. Tom Angelripper e soci, invece, costituiscono il punto di riferimento principale per l’anima puramente thrash dei ragazzi, che, con una durata media di tre minuti per traccia, dimostrano di possedere la stessa ferocia dei loro più noti colleghi teutonici; non certo la stessa classe, però, visto che tra i solchi di questo “Compromise Gone” non ci si imbatte esattamente in una nuova “Nuclear Winter”. Diciamo infatti che il disco si lascia ascoltare – anche per la sua brevità ed immediatezza – ma non regala chissà quali perle a livello di creatività e ispirazione. Si sente che gli Herratik sono una realtà competente e appassionata, in grado a volte di azzeccare il riff vincente, ma per ora mancano loro quella costanza nel songwriting e quella personalità per riuscire effettivamente a imporsi all’attenzione dell’ascoltatore e rimanere impressi nella sua mente. C’è insomma del buono, ma non così tanto.

TRACKLIST

  1. Intro
  2. Enough
  3. Bottom Feeder
  4. End Of Compromise
  5. Closed Book... Opened Wrist
  6. Talk So Much... Say Nothing
  7. Filth In Numbers
  8. Good Things Come To Those Who Hate
  9. The Fall
  10. The Zone
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