HESPERIA – Picenum (True Marchigian Black Metal Renaissance)

Pubblicato il 18/08/2026 da
voto
8.0
  • Band: HESPERIA
  • Durata: 01:19:43
  • Disponibile dal: 28/08/2026
  • Etichetta:
  • Hammerheart Records

“Picenum (True Marchigian Black Metal Renaissance)” è il nono full-length degli italiani Hesperia, ed è la continuazione musicale e concettuale del più che discreto predecessore “Fra li Monti Sibillini (Black Medieval Winter over the Sibylline Mounts)” uscito ad inizio del 2025.
In poco tempo, dunque, Hesperus – l’artista tuttofare che ha fondato questo progetto solista nel lontano 1997 – è riuscito a dare vita ad una intrigante prosecuzione musicale, andando ancora più in profondità nell’esplorare le radici e le tradizioni della sua terra.
Tutto il concept si fa assai più suggestivo in questo nuovo capitolo, e si può dire che il progetto sia finalmente riuscito ad arrivare ad una dimensione matura e degna di attenzione, non solo all’interno dei confini nazionali.
La durata dell’album, sempre importante ed impegnativa, con i suoi ottanta minuti, in questo caso non è controproducente, perché ogni minuto è stato ben speso per dare spessore ad un racconto fatto di parole e suoni, talmente articolato da necessitare un minutaggio sostanzioso per essere sviluppato pienamente. La maturità qui raggiunta riguarda anche la produzione, sempre più professionale ed in sintonia con l’essenza della musica degli Hesperia.

Ci si alterna tra black metal influenzato per massima parte della corrente norvegese degli anni ’90 e atmosfere medievaleggianti, che hanno lo scopo di collocare i racconti degli Hesperia in un delimitato ambito spazio temporale, quello medievale del centro Italia.
Per quanto riguarda il black metal, diciamo subito che si è evoluto parecchio anche rispetto ai tempi recenti, risultando senza dubbio più maturo e talvolta sofisticato come in “1375, La Lega Maledetta: I Signori Da Varano Si Ribellano Alla Chiesa”, dove ad un certo punto un tappeto di tastiere capace di creare una grande atmosfera entra a supporto del vorticoso incedere di un riffing dissonante e nervoso.
Ci sono diversi momenti in cui si sentono influenze musicali capace di riportare alla mente i Mayhem (periodo Euronymous) o Burzum prima maniera, ma anche Immortal (come sull’inizio di “La Leggenda Della Roccaccia: Il Necromante Signore Della Guerra”).
L’utilizzo dei synth, invece, rimanda irrimediabilmente ad un confronto con gli Emperor (come ad esempio su “Castrum Pitini: II Castello Sopra La Necropoli Picena E Il Cimitero” o ne “La Sdrega”), influenza peraltro spesso ben udibile in tutto il percorso artistico del progetto. In altri momenti, come nella seconda metà dell’album, le parti black metal e le atmosfere generate possono riportare alla mente i Satyricon degli esordi.
Già da alcuni anni è possibile individuare lo stile caratteristico di Hesperus, soprattutto nelle parti narrate e dalle atmosfere medievali e talvolta folk, mentre per quanto riguarda la stoffa della parte più black metal, nonostante una evoluzione sempre costante, ci sono ancora margini di miglioramento soprattutto per la costruzione dei riff, che con un po’ più di cesello crediamo possano diventare, in futuro, davvero unici e personali.
Davvero coinvolgenti sono i due atti de “Il Sentiero Delle Fate” con il loro incedere a tratti ipnotico, mentre nei due atti de “Il Paradiso Della Regina Sibilla” si rivive davvero il black metal d’atmosfera d’antan, in cui synth ed arpeggi arricchivano la base black metal per creare grandi momenti in cui l’ascoltatore poteva sognare ad occhi aperti.

In un album è corretto dar maggior peso alla qualità della musica, ma nel caso degli Hesperia, più che in altre band, il concept è egualmente importante ed il suo ruolo è fondamentale: le due anime sono inscindibili e non si potrebbe comprendere appieno questo progetto senza dare pari importanza a entrambe le parti in gioco. I momenti in cui Hesperus racconta storie e leggende della sua terra, infatti, sono integrate all’interno delle canzoni, non fungono da mera introduzione; per questo motivo il concept letterario qui è compenetrato a quello sonoro, ed è proprio in questa commistione che risiede la ‘magia’ degli Hesperia che sta via via stregando sempre più ascoltatori. C’è un album in particolare che viene alla mente in cui atmosfere medievali e racconti epici erano per alcuni versi simili a quelli degli Hesperia: “Awaken The Dragon” dei Pazuzu, anche se in questo caso l’apporto della musica più nera e spietata è notevolmente più in primo piano.
Quando ascoltiamo queste narrazioni e veniamo catapultati in un altro mondo, in un altro tempo, lontano dalla nostra realtà quotidiana, significa semplicemente una cosa: la musica ha vinto.

TRACKLIST

  1. Ver Sacrum: Picus Martius Picenos In Picenum Ducit (Prologo)
  2. 1375, La Lega Maledetta: I Signori Da Varano Si Ribellano Alla Chiesa
  3. Castrum Pitini: II Castello Sopra La Necropoli Picena E Il Cimitero
  4. La Leggenda Della Roccaccia: Il Necromante Signore Della Guerra
  5. Lu Lupu Mannà
  6. La Sdrega
  7. Il Sentiero Delle Fate, Atto I: L’ira Della Sibilla A Colfiorito
  8. Il Sentiero Delle Fate, Atto II: Le Fate Caprine Non Si Accorsero Dell’alba
  9. Il Paradiso Della Regina Sibilla, Atto I: L’arrivo Del Cavaliere A. De La Sale A Mons Daemoniacus
  10. Il Paradiso Della Regina Sibilla, Atto II: Il Racconto Del Cavaliere Tedesco Che Tornò E Rimase Nel Regno Della Sibilla
  11. Sfere Di Luce Sopra Il Monte Sibilla (Epilogo)
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