HEXED – Pagans Rising

Pubblicato il 08/11/2022 da
voto
7.0
  • Band: HEXED
  • Durata: 00:48:57
  • Disponibile dal: 30/09/2022
  • Etichetta:
  • Vici Solum Productions

Seconda uscita discografica da parte dei melodic metaller svedesi Hexed, nella cui line-up si può notare stavolta l’aggiunta di una seconda chitarra, volta a rendere più compatto un sound che, nello sconosciuto esordio, soffriva un po’ il peso di una mancanza di incisività.
La tracklist mette in mostra una struttura tra le più classiche, con una decina di pezzi dalla durata molto simile e un andamento generale tutto sommato coerente con le basi gettate nei primi minuti dalla title-track “Pagans Rising”. Essa si dimostra invero più grintosa del previsto, con lo stile vocale della frontwoman Tina Gunnarsson – non poi così lontano, nelle fasi più rabbiose, da quello della collega finlandese Noora Louhimo (Battle Beast) – a spiccare su un comparto musicale compatto e con forti diramazioni sinfoniche, abbinate a un’infrastruttura a tinte quasi prog non dissimile da quella di una realtà come gli Amorphis, band le cui influenze ci sono parse evidenti, seppur con più di qualche accostamento ai Delain e formazioni analoghe. C’è persino spazio per degli inserti in growl, ad opera del polistrumentista Stellan Gunnarsson, mentre nelle prime fasi le ritmiche si mantengono su velocità tutto sommato abbastanza lente, come confermato anche dalla più breve “Resurrection”, pur essendoci qualche accelerazione qui e là; ma le vere protagoniste sono senza dubbio le melodie, spesso caratterizzate da una parvenza classica, ma con anche qualche derivazione folk, come nel caso della tetra “Stigma Diaboli”.
Incredibilmente, col proseguire della tracklist il livello si mantiene su altezze non indifferenti, tant’è che in concomitanza di una più epica “Repentance” e della cantabile “Incantation” c’è spazio per un po’ di sana esaltazione, pur senza spingere troppo l’acceleratore sull’adrenalina, sulle rocciose note di “Prophecy” e sul suo ritornello a base di duetti vocali, nonché su un finale caldo e opulento, dove finalmente emerge per bene anche il guitar work. “Symphony Of Tragedy” rilancia sul banco cinque minuti e mezzo di carica operistica massiccia e furente nei suoi tempi medi, così come nelle sfuriate, per poi lasciare il posto a una “Blasphemy” forse leggermente sottotono per via di alcune soluzioni un po’ troppo reiterate nel corso della sua durata. Da qui si inizia a intravedere il finale, passando per una “Dark Storm” dalle tinte melodiche più orientaleggianti a modo loro, che spianano invero ottimamente la strada per la conclusiva “Moorfield”, da cui forse ci aspettavamo qualcosa in più sul versante delle sferzate stilistiche e/o colleriche, ma che tutto sommato costituisce una chiusura valida di un ascolto che potremmo definire sorprendente sotto molti aspetti.
Permane, nonostante tutto, un vago senso di piattezza generale, ultimamente dilagante e diffuso in vari generi, però effettivamente il secondo album degli Hexed ci ha lasciato piacevolmente stupiti con l’efficacia delle sue composizioni, di cui alcune davvero riuscite, coinvolgenti e trascinanti, seppur senza quel guizzo in grado di spedirci tra le stelle come altre produzioni uscite sul mercato quest’anno.

TRACKLIST

  1. Pagans Rising
  2. Resurrection
  3. Stigma Diaboli
  4. Repentance
  5. Incantation
  6. Prophecy
  7. Symphony Of Tragedy
  8. Blasphemy
  9. Dark Storm
  10. Moorfield
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