HIGH FIGHTER – Champain

Pubblicato il 01/08/2019 da
voto
6.5
  • Band: HIGH FIGHTER
  • Durata: 00:43:58
  • Disponibile dal: 26/07/2019
  • Etichetta: Argonauta Records
  • Distributore: Goodfellas

Il secondo album degli High Fighter, “Champain”, si propone come un mix fra sludge e classico heavy metal di stampo settantiano che ben ha impressa la lezione dei Black Sabbath, fodamentalmente. Il quintetto capitanato da Mona Miluski riesce a destreggiarsi bene fra le varie influenze seppur risultando un po’ interlocurio qundo la voce della già citata cantante assume la tonalità di un rantolo un po’ troppo forzato, vanificando forse gli sforzi dei musicisti; forse la dimensione giusta per il genere proposto dagli High Fighter è determinata da una linea vocale più classica, così come compare all’interno di questi undici brani.
Le composizioni in ogni caso godono di buone strutture, grazie alla varietà ritmica (“Shine Equal Dark”) o agli assoli gradevoli come in “Dead Light”, che segue senza soluzione di continuità il primo dei due intermezzi “Interlight”, controbilanciato più avanti nella tracklist da “Interdark”. “I Will Not” inizia con un basso in bella evidenza e fa scoprire il lato più melodico degli High Fighter, che si palesa poi in maniera più dispari nelle melodie di “When We Suffer”, dalle parti dei The Ocean e che vede la comparsa di Anton Lisovoj, voce e basso nei Downfall Of Gaia.
La doppietta finale è composta da “A Shrine”, brano pesantemente sabbathiano, forse più degli altri, e che emana odore di zolfo da lontano, prima di lasciare l’arduo compito della conclusione al brano che dà il titolo al disco, che va a chiudere il tutto in maniera scattante. Gli High Fighter non inventano niente di nuovo ma Mona diventa una gran sacerdotessa capace di guidare un gruppo di musicisti preparati e ligi al proprio dovere. Ecco, forse il guizzo in più e allo stesso tempo il grande limite che tarpa un po’ le ali a “Champain” è la maniera in cui viene usata la voce, un po’ troppo sopra le righe quando è esageratamente strozzata. Tutto sommato, comunque, un disco piacevole, con i suoi gradevoli rimandi alla storia del rock.

TRACKLIST

  1. Before I Disappear
  2. Shine Equal Dark
  3. Interlight
  4. Dead Gift
  5. Another Cure
  6. Kozel
  7. I Will Not
  8. Interdark
  9. When We Suffer (feat. Anton Lisovoj of Downfall Of Gaia)
  10. A Shrine
  11. Champain
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