8.5
- Band: HIGH ON FIRE
- Durata: 00:53:26
- Disponibile dal: 15/02/2005
- Etichetta:
- Relapse Records
- Distributore: Self
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La sfida per qualsiasi metal band o, meglio, per quelle metal band che non desiderano pascersi nei più tristi luoghi comuni, consiste sostanzialmente nel far coesistere modalità espressive aggressive e sintetiche per natura e velleità comunicative potenzialmente profonde senza ricorrere a soluzioni di maniera. In questo senso gli High On Fire sembrano aver trovato una formula miracolosa, che li rende capaci di fare un tutt’uno coerente di suggestioni epiche e cavalcate oniriche, doom e thrash, Slayer, Black Sabbath e Venom, riuscendo là dove tantissimo epic metal fallisce. “Blessed Black Wings” è un album scuro ed implacabile, strepitosamente evocativo, difficile, scontroso, nichilista. Ridotte all’osso le reiterazioni proprie del doom ancora presenti nel precedente “Surrounded By Thieves”, la band di Matt Pike (già mente degli Sleep, autori del mastodontico “Jerusalem”) sembra aver trovato la chiave di volta del proprio suono in quelle frequenti accelerazioni che rendono “Blessed Black Wings” tanto spigoloso. Psichedelia plumbea ed ossianica in odore di Sabbath da un lato e inarrestabile aggressività dall’altro; quello che sembra essere un distillato perfetto di un modo tradizionale eppure personale di intendere il metal trova un’incarnazione concreta e sorprendentemente efficace nel nuovo lavoro degli High On Fire. Non è scomparsa l’inclinazione mistica già presente nei lavori degli Sleep e comune a tutti i progetti che vedono coinvolto Pike; si è piuttosto ibridata con le strutture compatte ed aggressive di “Blessed Black Wings”, che accantona buona parte delle tendenze riflessive e reiterative in favore di un approccio più incisivo, sistematicamente violento, quasi ad incarnare quella trascendenza propria della battaglia che, in definitiva, rimane uno degli aspetti più complessi ed affascinanti del corollario concettuale da sempre associato al metal. Da avere.
