HIGHLORD – Hic Sunt Leones

Pubblicato il 26/07/2016 da
voto
6.5
  • Band: HIGHLORD
  • Durata: 00:46:27
  • Disponibile dal: 06/24/2016
  • Etichetta: Massacre Records
  • Distributore: Audioglobe

Difficile non introdurre la recensione di “Hic Sunt Leones”, ottavo rintocco discografico dei piemontesi Highlord, con almeno una nota sulla tormentata – da sempre – vicenda della loro line-up. All’alba di questo scombinato e confuso 2016, infatti, gli Highlord si presentano a noi orfani dell’ultimo membro fondatore rimasto, lo storico chitarrista Stefano Droetto. Attualmente quindi il 100% della line-up risulta differente da quella che incise più di quindici anni fa lo storico debutto”Heir Of Power”, una statistica questa che dovrebbe farci capire come di acqua sotto i ponti per la band tricolore ne sia effettivamente scorsa parecchia. Se poi ad una formazione in continuo cambiamento affianchiamo una tendenza mai veramente dichiarata della band di giocare un po’ con gli ingredienti a propria disposizione variando conseguentemente la proposta, capiamo facilmente come la musica presente su questo “Hic Sunt Leones” sia di fatto piuttosto diversa da quella che nei primi anni del 2000 apprezzammo sul nostro preferito “When The Aurora Falls”. Diversa non tanto nel genere, che sempre power metal con una sottile vena elegante e sinfonica è, quanto nei colori e nelle sfumature. “Hic Sunt Leones” è un prodotto più moderno di ogni album fin’ora registrato dalla band piemontese, un album caratterizzato da un sound meno pomposo ed epico ma più concreto e robusto, grazie sopratutto al più roccioso sound di chitarra portato dal nuovo arrivato Malacarne. Le tastiere e gli arrangiamenti – opera della new entry Cristofoli che sostituisce l’ex tastierista Emanuele Salsa – sono inoltre mischiati alla musica in maniera piuttosto diversa, mostrando una certa predilezione del nuovo arrivato verso l’attività solistica piuttosto che per quella d’accompagnamento. Più duelli chitarra/tastiera, dunque, e meno atmosfere sospese, per un risultato che guadagna in potenza perdendo però un po’ in espressività e coinvolgimento. Il risultato nel suo complesso è dunque un album meno levigato ma più concreto, meno elegante ma più robusto, un prodotto insomma che non guarda troppo al passato della band ma piuttosto getta sguardi verso nuovi orizzonti, come dimostrano sperimentazioni quali le extreme vocals inserite su un paio di brani (“One World At A Time”,”Time For A Change”). Per quanto riguarda l’aspetto qualitativo dobbiamo ammettere invece che le cose non sembrano essere cambiate molto… la qualità è sempre più che buona, e quanto suonato dai Nostri si posiziona ancora su livelli davvero alti, col bravo Marchisio a fregiarsi come al solito di un’ottima prestazione e il nuovo arrivato Malacarne a stupirci invece grazie a una prova davvero solida col proprio strumento. “Hic Sunt Leones” si dimostra quindi come un disco certamente buono, impreziosito da ottime prestazioni personali ma col difetto di non fornirci il classico pezzo ‘top’, quel brano da KO che in generale impreziosisce ed eleva l’album in cui viene incluso. Concludendo, niente pare essersi rotto dopo l’ultimo, importante, split in casa Highlord: qualche ingranaggio magari si è anche fermato o ha cominciato a girare in modo diverso, ma in generale la macchina che nel tempo sfornò buoni dischi come “Medusa’s Coil” o il già citato “When The Aurora Falls” sta continuando a girare con profitto. Vedremo se col prossimo album il livello globale continuerà a salire e chissà che, magari, con il recente accasamento con la Massacre non si aprano altri nuovi, eccitanti orizzonti.

TRACKLIST

  1. Time For A Change
  2. One World At A Time
  3. Be King Or Be Killed
  4. Let There Be Fire
  5. Hic Sunt Leones
  6. Wrong Side Of Sanity
  7. Feathers To A Bird
  8. Warmight
  9. I've Chosen My Poison
  10. Once Were Immortal
  11. Full Circle
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