7.0
- Band: HIM
- Durata: 00:45:19
- Disponibile dal: 27/09/2005
- Etichetta:
- Sire Records
- Distributore: Warner Bros
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Ritorno in pompa magna per i finlandesi HIM, pronti per il lanciomondiale dopo il greatest hits di successo “And Love Said No: GreatestHits 1997-2004” e il continuo bombardamento mediatico, soprattutto daparte del loro fan numero uno Bam Margera, che con la sua trasmissioneViva La Bam su MTV ha introdotto il nome HIM nel mainstream (dovetesapere che quel pazzo di Bam ha adottato come se fosse suo il famososimbolo della band, e ha anche gli stessi tatuaggi del frontman!). Si èpartiti maluccio a dire il vero, con un Ville Valo con capello corto evisibilmente ingrassato al Download Festival: l’imbruttirsi delfrontman sarebbe stato un colpo durissimo per la band, che sullabellezza di Valo gioca un buon 50% del successo commerciale, bastivedere le orde di assatanate fan che lo adorano ad ogni suaapparizione. Il bel tenebroso è però tornato in forma, i capelli stannoricrescendo, e il primo singolo “Wings of A Butterfly” risultavincente. Lo stile è immutato e rimane lo stesso delle precedentiproduzioni della band, oramai veramente standardizzate a livello disound: si parla di lenti con sottofondo hard rock e sinth a condire iltutto, con a capo ovviamente la calda voce di Ville, sempre impegnata anarrare storie e poesie dedicate alla oscura lei di turno. Unicadiscriminante tra gli album è il livello di ispirazione degli artisti,visto che dal punto di vista stilistico la situazione è sempre stataimmobile. Com’è allora questo “Dark Light”? E’ un album degli HIM intutto e per tutto: gli arrangiamenti e le scelte melodiche sonoindubbiamente di qualità e non scivolano mai nel pop più plasticoso,velate da quel senso di oscurità e da quella poesia che i fan adorano,ruffiana di sicuro ma anche maledetta e gotica. La controparte musicaleè groovy e ben strutturata, sempre lineare nella strutturazione deipezzi ma piacevole e puntuale nel lasciare tutto lo spazio al bel frontman.I difetti sono racchiusi nell’immobilismo stilistico e da unasensazione di già sentito che accompagnerà i fan di annata, oltre cheall’assenza di hit colossali come la recente “Funeral of Hearts”.”Killing Loneliness”, “Behind the Crimson Door” e “Vampire Heart” sonoi pezzi più riusciti, ma nessuna traccia si dimostra deludente in toto.In definitiva un album che ripropone le qualità della band in manierapiù che soddisfacente e utile al lancio internazionale, che nondeluderà nessuno ma che nemmeno sarà un album da ricordare nel percorsostilistico degli HIM.
