HIM – Razorblade Romance

Pubblicato il 11/08/2015 da
voto
9.0
  • Band: HIM
  • Durata: 00:42:55
  • Disponibile dal: 24/01/2000
  • Etichetta: BMG
  • Distributore:

24 gennaio 2000. Molto tempo è già passato, nove anni, da quando nei negozi di tutto il mondo è apparso il seminale “Gothic”, secondo lavoro degli inglesi Paradise Lost, che, divergendo dai binari doom moderni dettati anni prima dai Candlemass con “Epicus Doomicus Metallicus”, ha gettato le fondamenta per un nuovo genere, il gothic metal. Dalla sua nascita e dalla sua diffusione da parte del ‘Peaceville trio’, nomignolo dato ai tre campioni della Peaceville Records – Paradise Lost, Anathema e My Dying Bride – questo genere vive innumerevoli diramazioni e divergenze, principalmente dovute all’innesto di voci femminili ed atmosfere sinfoniche. La versione finlandese, che nasce attorno alla metà degli anni ’90, spinta dai The 69 Eyes prima e dai Sentenced 2.0, incorpora al sound originale ulteriori influenze dark-wave e soprattutto uno spiccato spirito hard n’heavy a fare da contraltare ad un innato senso della tristezza e a testi deprimenti trattanti solitudine e dolore. “Razorblade Romance” è il secondo album degli HIM, o, per esteso, His Infernal Majesty. La band si forma nel 1991 al conservatorio di Helsinki attorno al cantante Ville Valo, figura tanto carismatica quanto controversa; cresciuto tra gli scaffali del sexy shop di proprietà del padre, che frequenta sin da bambino, Ville negli anni del conservatorio è un ragazzo difficile e disadattato, vittima di bullismo da parte dei ragazzi più grandi per il suo aspetto delicato ed androgino, fino a che non diventa abbastanza grande da diventare egli stesso carnefice e ferocemente bullo, spesso coinvolto in risse e pestaggi. Durante gli studi Ville incontra Mikko Lindstrom, aka Lily Lazer, e Mikko Paananen, che assume il nickname Migè Amour, rispettivamente chitarrista e bassista, con i quali decide di formare una band; la semplice necessità di apparire cattivi e malvagi porta il gruppo ad assumere il monicker His Infernal Majesty, che quasi sempre però sarà trasformato in HIM, prendendo le distanze da satanismo ed occultismo, temi molto cari alle numerose black e death metal band scandinave contemporanee. L’idea alla base della musica degli HIM è semplice quanto geniale: fondere amore e morte, passione e cordoglio, gioia e dolore, sfruttando le potenzialità di due sentimenti tra i più forti, mettendo il tutto in chiave gothic metal. Nasce così quello che viene chiamato ‘love metal’ e nasce un simbolo, l’heartagram, che unisce un cuore ed un pentacolo all’interno di un cerchio, che verrà utilizzato come marchio di fabbrica per il gruppo per ogni attività e release successive. La band, che fatica a trovare una formazione stabile, pubblica due demo, uno nel 1992 ed uno nel 1995, prima di riuscire a realizzare “666 Ways To Love: Prologue”, un EP vero e proprio dotato di distribuzione, ma che viene limitato a sole 1000 copie per il mercato interno finlandese, esaurite in un attimo ed oggi ricercatissime dai collezionisti; nel gennaio 1998 esce tramite BMG “Greatest Lovesongs Vol. 666”, con Juhana Rantala alla batteria e Zoltan Pluto alle tastiere. “Greatest Lovesongs Vol. 666” è acerbo e pieno di lacune, ma mostra già la personalità che in seguito permetterà agli HIM di affermarsi sopra la scena gotica finlandese già con l’album seguente; da mettere in risalto la trovata di inserire 56 tracce di solo silenzio tra il brano numero 9 e l’ultimo per arrivare alla durata di un’ora, sei minuti e sei secondi, 66,6 minuti per 66 tracce. Dopo la release del debutto ed il relativo tour finlandese, Juhana Rantala e Pluto lasciano gli HIM, per essere sostituiti in occasione della registrazione del secondo album dagli esperti Mika Karppinen, che assume il nome di Gas Lipstick, alla batteria e da Janne Puurtinen – Emerson Burton alle tastiere. Anticipato dal singolo “Join Me In Death”, inserito nella colonna sonora della versione europea del film “Il Tredicesimo Piano” e che rapidamente entra in heavy rotation nella programmazione delle radio generaliste dei paesi non anglofoni, il 24 gennaio 2000 esce sul mercato, tramite BMG, “Razorblade Romance”. Prodotto dall’esperto John Fryer, responsabile del suono di moltissime band di successo, Cradle Of Filth su tutte, che regala agli HIM un sound altamente personale e riconoscibile, “Razorblade Romance” si cela dietro una improbabile copertina e si apre con uno scherzo all’ascoltatore, i primi 13 secondi di “I Love You (Prelude To Tragedy)”, incisi con il volume ribassato e ridotto al minimo, unica concessione alla leggerezza riscontrabile all’interno di questo album. Lo stile che la band offre all’ascoltatore è un gothic metal molto vario, anche se asciutto e relativamente privo di orpelli, che alterna con sapienza pezzi duri e tirati guidati dal basso pulsante di Amour e dalle rasoiate controllate e mai eccessive di Lily Lazer a brani lievi ed impalpabili dove è la sola voce di Ville a guidare. “I Love You (Prelude To Tragedy)” è un brano hard’n’heavy dal tiro micidiale, spinto dal potente basso di Migè Amour e dotato di un chorus catchy nel quale il coro e la voce calda da crooner di Valo creano un contrasto esemplare; con la cantilenante e smorfiosa “Poison Girl” i toni si placano leggermente, anche se la chitarra di Lily tiene costantemente alta la tensione, prima della vera hit di “Razorblade Romance”, “Join Me In Death”, minimale ma solenne, semplice quanto ipnotica, basata su un lieve ma incisivo e ficcante ricamo di tastiere composto da Burton, anche se la parte del leone la svolge la calda voce di Ville Valo, tanto intenso quanto freddo al tempo stesso sussurrando atrocità come se stesse pronunciando frasi d’amore. La potente “Right Here In My Arms” scuote immediatamente gli animi rilassati dal brano precedente e si rivela un pezzo heavy con gli attributi, potente, incisivo e cantato in maniera decisamente aggressiva, guidato alla perfezione dalla sezione ritmica, in netto contrasto con la lieve semiballad seguente, “Gone With The Sin”, intensa quanto eterea. La versatile “Razorblade Kiss”, che nel nuovo millennio sarà sezionata, clonata e riproposta in mille versioni da molteplici band alternative rock (i Muse dovrebbero devolvere agli HIM almeno il 40% degli introiti ottenuti dagli album prima di “The 2nd Law”) è però aggressiva e cattiva, guidata da una solidissima sezione ritmica sulla quale Lily Lazer ricama alla perfezione bordate di violenza controllata, e crea un contrasto abnorme con la leggera ed impalpabile “Bury Me Deep Inside Your Heart”, dotata di un testo molto triste e doloroso, come tutte le ballad degli HIM. Molto gradevole ma cupa e velata di tristezza, “Heaven Tonight” è l’introduzione ideale alla potente e ritmata “Death Is In Love With Us”, che con “Resurrection” crea un’altra coppia di brani dalle stesse caratteristiche dell’accoppiata di apertura; “One Last Time”, posta a fine album, è a tutti gli effetti la chiusura ideale per “Razorblade Romance”, con la voce di Ville Valo che va in fading fino a scomparire e a rappresentare un addio all’ascoltatore. Con questo album, a tutti gli effetti il capolavoro gothic metal che neppure la band stessa è stata mai capace di bissare, gli HIM aprono la strada a molte band finlandesi ma non solo, posizionandosi grazie alla personalità ed alle intuizioni di un frontman geniale quanto problematico in testa ad un vero e proprio genere. Una curiosità prima di chiudere: per la presenza sul suolo statunitense di un’altra band chiamata HIM, la prima stampa di “Razorblade Romance” in edizione americana vede il nome HER sulla copertina, acronimo di His Evil Royalty; questa edizione è oggetto di caccia serrata da parte dei collezionisti.

TRACKLIST

  1. I Love You (Prelude To Tragedy)
  2. Poison Girl
  3. Join Me In Death
  4. Right Here In My Arms
  5. Gone With The Sin
  6. Razorblade Kiss
  7. Bury Me Deep Inside Your Heart
  8. Heaven Tonight
  9. Death Is In Love With Us
  10. Resurrection
  11. One Last Time
3 commenti
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