HOC EST BELLUM – Filth Majesty

Pubblicato il 30/06/2026 da
voto
7.5
  • Band: HOC EST BELLUM
  • Durata: 00:29:12
  • Disponibile dal: 29/06/2026
  • Etichetta:
  • Time To Kill Records

Altro colpo messo a segno dalla nostrana Time To Kill Records: con il qui presente “Filth Majesty”, la label romana celebra il debutto sulla lunga distanza degli Hoc Est Bellum, terzetto finlandese la cui missione, nomen omen, è quella di abbatterci attraverso un atto di spietata guerra sonora.
Black-death oscuro e primitivo, selvaggio e violento, acido ma, strano a dirsi, ordinato nel suo pandemonio infernale. Da una parte i connazionali Archgoat, dall’altra, a chilometri e chilometri di distanza, gli australiani Bestial Warlust: questi i due riferimenti principali che circondano il grezzo incedere della nuova realtà scandinava.

‘Glaciali’ e ‘furiosi’ sono gli aggettivi portanti di questo primo disco, e trovano la loro realizzazione nella doppia formula vocale scelta dagli Hoc Est Bellum: il growl rognoso del bassista J.B. (accreditato su disco con l’altisonante nome di Devouring Doommouth of Lunar Extinction and Nuclear Propaganda) abbassa le frequenze emotive scaturite dal lancinante e schizzato scream del batterista R. Charon (alias Sakari Forsman), vera macchina da guerra dietro le pelli, abile a distribuire assalti classici in blast-beat, alternandoli a dovere con passaggi più cadenzati e lugubri (“Vomit Black Ecstasy” e “Blood Of The VVytches”).
Sullo sfondo, il lavoro alle sei corde di Rituäl Vömitist (all’anagrafe Samuli Similä), incaricato di sfondare le ultime difese uditive in nostro possesso: riff carichi di acidume che tuttavia non si risolvono in un puro e semplice agglomerato di note, magari confuso, con lo scontato obiettivo di creare disordine e desolazione senza capo né coda. Entrambe le sensazioni giungono invece al nostro stomaco grazie ad un preciso e strutturato lavoro di squadra, concepito, appunto, per abbattere qualsiasi orpello del caso.
Ed è anche grazie al rifiuto della sterile precisione della produzione moderna che gli Hoc Est Bellum riescono a sfornare un suono caldo ed organico, immediato e fisico, costruendo un album che respira di un profumato – strano a credersi, ma neanche troppo – zolfo.

La mescolanza di stilettate in pieno volto, come “Passion Of The Antichrist”, anch’essa comunque ben calibrata sul finale, con episodi sicuramente più misteriosi (come la già menzionata “Blood Of The VVitches” e “Serpent Of The Black Pit”) dove affiora l’animo meno aggressivo della band, è una delle armi più efficaci del combo finlandese, il quale con la successiva “Nightside Necromancy” ci mostra in poco meno di due minuti quel lacerante gioco a ‘due voci’ evidenziato qualche riga sopra; le urla impazzite di Charon si intrecciano infatti copiosamente all’ugola cavernosa di J.B., creando un gioviale circolo vocale.
Time to Kill chiama, Hoc Est Bellum risponde: ecco formarsi un nuovo legame dall’obiettivo dichiaratamente letale.
Primo colpo, primo bersaglio abbattuto!

TRACKLIST

  1. The Desolator (Intro) / Deify, Degenerate
  2. Black Metal Terror
  3. Vomit Black Ecstasy
  4. Passion of the Antichrist
  5. Blood of the VVytches
  6. Nightside Necromancy
  7. Winds of Decay
  8. Serpent of the Black Pit
  9. The Goatborn Ones
  10. Beast Ejaculate / Spiral of Sodomy (Outro)
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