HOLLENTHON – Opus Magnum

Pubblicato il 10/06/2008 da
voto
7.5
  • Band: HOLLENTHON
  • Durata: 00:46:10
  • Disponibile dal: 30/05/2008
  • Etichetta:
  • Napalm Records
  • Distributore: Audioglobe

Sembravano spariti nel nulla. Sette anni di silenzio globale sono decisamente troppi, nemmeno i gruppi che fanno la fatidica reunion di solito aspettano tanto! Doveroso quindi riprendere il filo con il passato e ri-presentare questa bizzarra e intrigante realtà austriaca in ambito extreme metal: il debut “Domus Mundi” è di quelli che si dimenticano difficilmente, per la sua ricchezza di contenuti, per l’originalità, per la qualità dei brani. Gli austriaci Hollenthon erano riusciti nel debut a dipingere, come in un quadro vivente, tutte le atmosfere e culture dell’Impero Asburgico o comunque delle terre che per un periodo storico ne hanno fatto parte; un crogiolo composto da una eterogeneità incredibile di culture, razze, religioni: si passava da brani dal sapore esotico a quelli di tradizione europea-celtica, il tutto suonato con strumenti diversi e tradizionali, non dunque con i soliti e scontati synth, ma con strumenti veri. Il secondo album ricalcava il primo, ma era più omogeneo e il suo stile era più adatto ad una colonna sonora per il cinema d’azione. Il nuovo “Opus Magnum” sembra non risentire dei sette anni di silenzio della band, l’aggancio alla vecchia discografia è ben saldo, lo stile originale si è preservato. Curioso notare come della line up degli Hollenthon facciano parte membri degli storici Pungent Stench, soliti a ben altra musica e tematiche! Rispetto alle precedenti release, i ‘nuovi’ Hollenthon sono assai più gotici, sembra di risentire un “Theli” dei Therion con ancora più vigore e ricchezza di soluzioni ma c’è anche quel ‘tipico’ stile Hollenthon un po’ indescrivibile e che merita conoscere. In una canzone, una delle molte del CD che si presterebbero a colonne sonore di film fantastici o epici, gli Hollenthon cadono nella tentazione di emulare un coro maori già presente al cinema nella trilogia tolkeniana del “Signore Degli Anelli”, un piccolo peccato che si può perdonare anche se la band avrebbe preferito che passasse inosservato… Se siete alla ricerca di gruppi particolari allora gli Hollenthon non devono essere tralasciati anche se vanno comunque iscritti nel calderone del metal estremo. Mezzo voto in più per la peculiarità della proposta, sebbene il debut sembri inarrivabile anche per la band stessa. Bentornati Hollenthon!

TRACKLIST

  1. On the Wings af A Dove
  2. To Fabled Lands
  3. Son of Perdition
  4. Ars Moriendi
  5. Once We Were Kings
  6. Of Splendid Worlds
  7. Dying Embers
  8. Misterium Babel
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