HOLLOW HAZE – Countdown To Revenge

Pubblicato il 24/09/2013 da
voto
8.0
  • Band: HOLLOW HAZE
  • Durata: 00:53:47
  • Disponibile dal: 10/09/2013
  • Etichetta: Scarlet Records
  • Distributore: Audioglobe

La trasformazione è finita, il bozzolo si è schiuso e una nuova creatura è sbucata dall’ora vuoto involucro di seta. I vicentini Hollow Haze, band attiva dal 2003 e capitanata dal veterano Nick Savio (ex White Skulls), avevano infatti già mostrato l’intenzione di mutare, virando il proprio suono dall’ heavy vagamente influenzato dai Savatage dei primi album verso una più ricca proposta basata su input provenienti dal power e dal metal sinfonico. Già il precedente “Poison In Black” mostrava i prodromi di una prossima trasformazione, e già strizzava spesso l’occhio a strutture appunto meno cupe e rallentate, caratterizzate da una minore pesantezza ma da un ruolo più importante delle tastiere e degli arrangiamenti. “Countdown To Revenge” scopre finalmente le carte, e lo fa con due grandi mosse, ovvero la scelta di imperniare l’intero impianto lirico su un oscuro concept futuristico e un clamoroso cambio di cantante, l’arcinoto Fabio Lione al posto del dimissionario Ramon Sonato. Con sbilanciamenti così importanti a tutti i livelli, il rischio di un album interlocutorio era tangibile, ma questo non avviene, anzi, gli Hollow Haze come band appaiono veramente più uniti e coesi che mai. E’ l’opener “Room 212” ad introdurci nell’oscuro e futuristico mondo del concept, con suoni robotici e passi che sfumano in un minaccioso accompagnamento in synth, su cui spicca un maestoso suono d’organo. La tensione elettrica esplode sul serio con l’ingresso delle chitarre di Savio e la batteria di Colleluori, che ci trasportano nel puro territorio power metal di “Watching In Silence”. Lione non si fa attendere, e la sua entrata è da applausi: maligno e teatrale come non mai, impreziosisce ogni pezzo su cui canta, sottolineando alla stregua di consumato attore le atmosfere cangianti e minacciose del brano. Bomba! “Still Alive” ci scassa il collo con un headbanging che non ci ricordavamo dai tempi dei vecchi Blind, e si mostra anche lievemente progressiva nei suoni. Degni di nota il memorabile ritornello e il duetto che Lione qui intraprende con l’ospite Rick Altzi (Masterplan, At Vance). “No Rest For The Angels” si presenta nervosa ed irrequieta, meno di impatto delle precedenti traccie, ma ancora ci mostra un Lione assolutamente padrone della scena. Quando si parla di power metal sinfonico pensate ai Kamelot? Non temete, perché l’influenza della band di Youngblood è impressa a fuoco nella successiva “Life Has No Meaning”, brano dove appunto il cantante di origini pisane mostra di avere appreso la lezione di un anno passato in tour con la succitata band. “We Must Believe” sfodera di nuovo velocità e melodie, e si pone tra gli highlight dell’intero album, con un flavour emozionale e drammatico che non può non ricordare gli ultimi Vision Divine. “The Answer” rallenta di nuovo i ritmi, e si presenta come l’unico brano forse un pelo interlocutorio, anche se ben lungi dall’essere definito un filler. Un magistrale assolo di Savio, i raffinati arrangiamenti e le ben costruite progressioni vocali sul bridge contribuiscono di fatto a risollevare il pezzo dalla sua apparente bassa carica emozionale. “Il Tempio Del Fuoco” urla Rhapsody Of Fire da tutti i pori… un pezzo veloce, con parti cantate in italiano, nel puro stile degli ultimi lavori della band di Alex Staropoli. “A Fading Angel’s Life” è la canzone più simile ad una ballad che questo potente disco ci offre: nonostante l’ingannevole accelerazione in apertura, il dolce intermezzo di pianoforte e i ritmi espansi del ritornello lasciano ampio spazio alla melodia, prima che un altro bellissimo assolo chiuda alla grande anche questo brano. I dieci minuti della title track sono un carosello di suggestioni diverse, dall’epico al sinfonico, dal furioso al cadenzato. Lione dal canto suo approfitta del mutevole umore del brano per lanciarsi nella sua performance più difficile, virando il registro canoro dal lirico al melodico, passando anche per lo screaming. Il suggello ci arriva con “The Gate To Nowhere”, outro piena di effetti sintetici che lasciano sbollire la carica del disco, mantenendo inalterati i climi pericolosi della storia. Che dire… con “Countdown To Revenge” gli Hollow Haze trovano la loro attuale quadratura del cerchio, e firmano un capitolo importante per la loro storia, che consigliamo a tutti gli amanti del metal potente ma raffinato, sullo stile appunto di Kamelot, Rhapsody Of Fire e Vision Divine.

TRACKLIST

  1. Room 212
  2. Watching In Silence
  3. Still Alive
  4. No Rest For The Angels
  5. Life Has No Meaning
  6. We Must Believe
  7. The Answer
  8. Il Tempo Del Fuoco
  9. A Fading Angel’s Life
  10. Countdown To Nowhere
  11. The Gate To Nowhere
1 commento
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