HOLLOW HAZE – Poison In Black

Pubblicato il 25/09/2012 da
voto
7.5
  • Band: HOLLOW HAZE
  • Durata: 00:57:40
  • Disponibile dal: 25/09/2012
  • Etichetta: Bakerteam Records
  • Distributore: Audioglobe

“End Of A Dark Era”, precedente disco dei vicentini Hollow Haze, si era presentato a noi sul finire del 2010 come un lavoro decisamente buono, fortemente heavy metal nell’animo e nella sostanza, ma per lo più incentrato su atmosfere oscure e su ritmi rallentati e pesanti. In occasione di quella recensione notammo come il songwriting della band sembrava invece guadagnare fruibilità e immediatezza sui pezzi più veloci e melodici, quelli nei quali la splendida personalità vocale del singer Ramon Sonato riusciva a non rimanere soffocata dalla cupezza dei ritmi e dalla pesantezza dei suoni. Ad oggi, autunno 2012, pare che questa convinzione sia stata percepita anche dai membri della band, che virano le coordinate dell’intero album verso un metal più veloce e scattante, a tratti spruzzato di influenze hard & heavy, che spesso finisce per strizzare l’occhio anche ad un modo di suonare power decisamente europeo. Il risultato è sempre ovviamente legato al heavy metal più tradizionale, ma con una maggiore attenzione alle melodie e al groove, con un guitar-work ad opera del bravo Nick Savio più bilanciato e meno monocorde nelle ritmiche, ma sempre geniale e funambolico negli assoli. Un mistura che ci piace e ci esalta, dunque, e che porta la musica prodotta dalla band a ricordarci meno Black Sabbath e Judas Priest, avvicinandosi invece maggiormente a band che esplorano (anche se in modi diversi) i territori al limite del power e del sinfonico come Primal Fear o Kamelot (l’opener “Tears Of Pain” è indicativa di ciò), arrivando in alcuni momenti a sfociare proprio nel power teutonico più puro (“Hit In Time”). Con questo non vogliamo dire che gli Hollow Haze si siano dimenticati dei loro cari mid-tempo, presenti comunque in quantità (e qualità) e supportati da una sezione ritmica compatta e funzionale. Oltre al già segnalato ottimo lavoro sulle sei corde da parte di Savio, il vero punto forte dell’album risiede in una grandissima versatilità vocale da parte di Ramon Sonato, capace di stupirci con passaggi – all’interno magari di una stessa canzone – che spaziano da tonalità stridule alla Ralf Scheepers a ritornelli che richiamano invece quasi Fabio Lione, per pulizia e pienezza della voce. Grazie dunque a un sound più allineato con i singoli approcci dei cinque musicisti, ad una compattezza maggiore rispetto al predecessore e, soprattutto, ad una ritrovata verve melodica, gli Hollow Haze sbaragliano la prestazione effettuata sul già buono prodotto del 2010, fornendoci un album che probabilmente finirà nelle classifiche di fine anno di tanti fra i metallari più tradizionali. Forse il titolo “End Of A Dark Era” è stato più che profetico: l’era oscura dello scorso album è definitivamente finita, lasciando spazio alle nuove, velenose e letali, sonorità di questo “Poison In Black”. In conclusione, si segnala la consueta cover omaggio alle grandi band metal: dopo i Rainbow di “Gates Of Babylon”, coverizzata sullo scorso album, questa volta tocca a “Headless Cross”, splendido estratto dei Sabbath del periodo Martin, anche qui perfettamente interpretata dal grandissimo Sonato. Complimenti.

TRACKLIST

  1. Rise Above
  2. Tears of Pain
  3. Never Turn Back
  4. Haunting the Sinner
  5. Lords of the World
  6. Hit in Time
  7. Chained
  8. Pray for You
  9. Remorse
  10. Voodoo Rites
  11. Snowblind
  12. Headless Cross (Black Sabbath Cover)
5 commenti
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