HOLY DRAGONS – Unholy and Saints

Pubblicato il 20/09/2019 da
voto
5.5
  • Band: HOLY DRAGONS
  • Durata: 00:54:56
  • Disponibile dal: 20/09/2019
  • Etichetta: Pitch Black Records
  • Distributore:

Dopo una intro di chitarra acustica e organo che ci immerge adeguatamente nell’atmosfera dell’album, prende vita “Unholy Saints”, il quindicesimo album dei kazaki Holy Dragons, veterani del puro metallo di stampo ottantiano senza fronzoli, da sempre protagonisti di una scena underground fertile e coerente.
L’opener “Boilerplate” e la successiva “Ravens of Odin” mettono in chiaro la direzione della band per questo appuntamento: procedere strenuamente verso uno speed metal old school ma di ampia derivazione maideniana, con importanti incursioni nel power (principalmente teutonico).
Il passaggio dietro al microfono del chitarrista fondatore Chris “Thora Thorheim” Caine ha dato un interessante ridimensionamento a tutto il progetto, e ciò traspare chiaramente in questo album, poiché il lavoro su una voce grezza, aspra e acuta (che ricorda in molti momenti il nostrano Steve Sylvester) fornisce ai brani un’impostazione meno classicamente heavy-power, ma più vicina ai classici della NWOBHM o ai primi episodi dei Grave Digger. Di concerto molta rilevanza viene data anche all’utilizzo dei cori, anche se non sempre eseguiti in modo impeccabile. Questa soluzione, spesso abusata nell’arco dell’album, vorrebbe dare maestosità ai momenti vocalmente più memorabili o ai diversi ritornelli indubbiamente ben dotati melodicamente, ma purtroppo gli esiti – complice anche una produzione non all’altezza per questo tipo di scelte – sono quasi sempre non efficaci, se non addirittura di disturbo durante l’ascolto. Anche perché questo “Unholy Saints” è progettato e suonato per reintrodurre gli ascoltatori in un mood fatto di headbanging, pugni al cielo e birra: sarebbe stato dunque meglio evitare tentativi di malcelata simulazione dei primissimi Blind Guardian o dell’esordio degli Helloween. La furiosa “Fly Your Guitar” o la virtuosistica “Three Greatest Pigs” sono in potenza ottimi brani, ma risentono pesantemente di questa incessante presenza di arrangiamenti corali, come anche della produzione di cui si diceva poco fa. L’album ha infatti alcune scelte penalizzanti dal punto di vista dei suoni, su tutte l’ingombrante presenza delle voci spinte troppo in avanti, ma anche la scelta di una batteria dal sound scientemente anni ‘80, ma coniugato a chitarre ritmiche e basso decisamente moderni: il risultato è un sound debole che non restituisce la giusta robustezza ai brani – con l’aggiunta di una chitarra solista quasi sempre confusa e impastata che non rende onore al lavoro di composizione.
Da segnalare, purtroppo, la presenza di almeno un paio di brani un po’ sconcertanti, poiché sembrano caduti per caso nel disco, rovinando inspiegabilmente la rispettabilissima sequenza di pezzi speed e intervalli acustici: “The Hall of Shame” e “Pretenders”, rispettivamente uno scialbo blues rock realizzato con chitarre metal e un passabilissimo brano dai toni rock pop (quasi melo-punk!), entrambi episodi che ovviamente delineano tutti i limiti della voce di Caine – limiti che invece non appaiono nella sua dimensione naturale, cioè l’heavy metal grezzo e veloce. Questo è un vero peccato, perché “Unholy Saints”, se si fosse presentato come un album quadrato e nella sua dimensione legata alla tradizione, sarebbe stato un lavoro assolutamente godibile, al quale forse si sarebbe potuto perdonare anche una produzione inadeguata. Ma la tentazione di creare qualcosa di forzatamente “inedito” nella propria discografia ha tradito gli Holy Dragons, dimostrando invece i loro limiti e la loro appartenenza assoluta e inossidabile solo e soltanto al mondo del metal old school: appartenenza che non è per nulla un male, anzi! Speriamo quindi che il prossimo album prosegua sulla linea della traccia che chiude quest’ultimo: “Free Digital Hell”, compendio di sfuriate speed metal, inserti acustici, melodie solistiche e un ritornello grezzo e semplice. Forse il miglior pezzo del lotto.

TRACKLIST

  1. The Boilerplate (The Story of a Victorian Robot)
  2. Ravens Of Odin
  3. Through the Dark Sky
  4. Schweigespirale (The Spiral of Silence)
  5. Fly Your Guitar
  6. Ravenmore
  7. The Hall of Shame
  8. Three Greatest Pigs
  9. Fimbulwinter
  10. Pretenders
  11. Beltane Night’s Dream
  12. The Elf
  13. Unholy and Saints
  14. Free Digital Hell
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