HOLY GRAIL – Ride The Void

Pubblicato il 24/01/2013 da
voto
7.5
  • Band: HOLY GRAIL
  • Durata: 00:53:00
  • Disponibile dal: 18/01/2013
  • Etichetta:
  • Nuclear Blast
  • Distributore: Warner Bros

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Il debutto di questa giovane band americana (nata da una costola dei White Wizzard e rappresentata attualmente dal bravissimo singer Luna e dal batterista Tyler Mehal) intitolato “Crisis In Utopia” e uscito a fine 2010, si era fatto particolarmente apprezzare per le già citate abilità del singer ma, al contempo, ci aveva lasciati con l’amaro in bocca per via di un songwriting ancora troppo acerbo, che però lasciava intravedere buone potenzialità. E ora, con il nuovo “Ride The Void” uscito per Nuclear Blast e prodotto in maniera perfetta da Matt Hyde (Slayer, Children Of Bodom), i Nostri fanno vedere veramente chi sono segnando un deciso passo avanti rispetto al precedente lavoro. Alle sonorità tipiche del power europeo che caratterizzavano maggiormente l’esordio, si aggiungono massicce dosi di NWOBHM e di metal classico in generale: il grande merito degli Holy Grail sta nel fatto di aver fatto proprio questo background, averlo assimilato con calma, per arrivare infine a sputarcelo addosso come fosse una fiammata incandescente, che scaturisce alla fine di una lunga e travagliata digestione. Assoluti protagonisti sono i chitarristi Eli Santana e Alex Lee e il sopra citato James-Paul Luna, i quali comprendono appieno lo spirito degli eighties e lo ripropongono con personalità nel nuovo millennio. “Ride The Void” è quindi un disco molto chitarristico, latore di un lavoro alla sei corde di indubbio gusto e valore, fatto di ritmiche serrate, stacchi improvvisi e violenti (sempre studiati ed efficaci), bordate metalliche impressionanti ed assoli mai banali. Congiuntamente a ciò, possiamo godere della superba prova di Luna intensa e belligerante, ma che all’occorrenza riesce ad abbracciare  anche tonalità più morbide, risultando comunque credibile e personale come ad esempio nella titletrack. Il trio (non ce ne vogliano gli altri pur preparati componenti), insieme all’incendiaria e potente produzione di Hyde, riesce a far rivivere in maniera convincente sonorità che hanno qualche decade alle spalle e, forte di una buona dose d’ispirazione, riesce a confezionare un lotto di canzoni che, statene certi, hanno tutte le potenzialità per spaccare dal vivo. Proprio come negli anni Ottanta questo è un disco fatto di canzoni ideali per essere riproposte in sede live, a cominciare dalla serratissima e viscerale “Bestial Triumphans”, passando per le possenti “Dark Passenger” e “Bleeding Stone”, fino ad arrivare alle martellanti e cattive “Take It To The Grave” e “The Great Artifice”. L’unica critica che possiamo muovere agli Holy Grail è aver inserito troppo tracce nel disco: un lavoro di siffatta velocità e così travolgente avrebbe necessitato di almeno tre-quattro canzoni in meno per non perdere neanche un istante di spontaneità. “Ride The Void” rimane comunque un disco che tutti i fan del metal targato anni Ottanta devono ascoltare ed assimilare, per non farsi trovare impreparati quando la band passerà dalle nostre parti.

TRACKLIST

  1. Archeus
  2. Bestial Triumphans
  3. Dark Passenger
  4. Bleeding Stone
  5. Ride the Void
  6. Too Decayed To Wait
  7. Crosswinds
  8. Take It To The Grave
  9. Sleep Of Virtue
  10. Silence The Scream
  11. The Great Artifice
  12. Wake Me When It's Over
  13. Rains of Sorrow
1 commento
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