HOLY TIDE – Aquila

Pubblicato il 12/07/2019 da
voto
6.5
  • Band: HOLY TIDE
  • Durata: 01:11:00
  • Disponibile dal: 28/06/2019
  • Etichetta: My Kingdom Music
  • Distributore: Audioglobe

Gli Holy Tide sono una nuova band nata da un progetto del bassista Joe Caputo, il quale dopo aver scritto tutti i pezzi è riuscito a coinvolgere il batterista inglese Micheal Brush (Sirenia, Magic Kingdom), il cantante brasiliano Fabio Caldeira, nonchè il chitarrista Gustavo Scaranelo (per quanto sull’album le chitarre siano suonate da Kris Laurent, che ha curato anche tutti gli arrangiamenti), dando così un respiro internazionale alla line-up. Inoltre, si possono ritrovare anche vari guest, tra cui un paio di assoluto prestigio come Don Airey, che suona l’hammond nel brano “The Shepherd’s Stone” e Tilo Wolff dei Lacrimosa, che canta, con il suo inconfondibile timbro, in “Lamentation”. La tracklist è composta da ben quattordici tracce, perlopiù (per quel che ci è sembrato di capire) di ispirazione biblica. Lo stile spazia tra heavy classico, power/speed o il tipico power metal italiano anni ’90, di tanto in tanto con l’aggiunta di orchestrazioni per arricchire il sound. Inoltre, nel corso dell’album si possono trovare anche soluzioni con strumenti più particolari, come l’intermezzo di arpa e tromba in “Curse And Ecstasy” o gli inserti di oud in “Return From Babylon”. In linea di massima, tuttavia, per quanto cerchi di variare un po’, lo stile si colloca un po’ sulla scia dei generi sopra citati senza aggiungere granchè di nuovo e senza che neppure brilli per personalità: su quest’aspetto, probabilmente, bisognerà in futuro lavorare maggiormente, cosa che dovrebbe risultare più agevole con una line-up già meglio definita prima della fase compositiva.
Ci sono comunque diverse belle canzoni e questo va evidenziato: oltre ai brani già citati, potremmo citare ancora “Exodus”, “The Crack Of Dawn” e soprattutto “The Age Of Darkness”, che ci è sembrata una delle tracce più originali, dove emerge maggiormente la personalità della band. Per contro, va pure detto che altre tracce sono meno incisive e non entusiasmano particolarmente neppure nei refrain. Insomma, a conti fatti riteniamo “Aquila” senz’altro un buon debutto, per quanto nell’insieme vi sia ancora qualcosa da perfezionare.

TRACKLIST

  1. Creation - The Divine Design
  2. Exodus
  3. Chains Of Enoch
  4. Godincidence
  5. Curse And Ecstasy
  6. Eagle Eye
  7. The Crack Of Dawn
  8. Lord Of The Armies
  9. Sunk Into The Ground
  10. The Age Of Darkness
  11. The Shepherd's Stone
  12. Lamentation
  13. Return From Babylon
  14. The Name Of Blasphemy
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