8.0
- Band: HOODED MENACE
- Durata: 00:50:56
- Disponibile dal: 14/09/2012
- Etichetta:
- Relapse Records
- Distributore: Audioglobe
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La Relapse negli ultimi tempi ha perso per strada alcuni dei nomi più prestigiosi del proprio roster, tuttavia continua a dimostrarsi una buona talent-scout; non poche i nuovi interessanti lavori pubblicati o promessi nel 2012, e tra questi consigliamo sicuramente “Effigies Of Evil” degli Hooded Menace. Da anni il chitarrista/cantante Lasse Pyykkö lavora raffinando il suo doom-death metal, che si trascina dietro una lunga tradizione, ma che ad ogni appuntamento in studio viene sapientemente riadattato e rinfrescato con piccole ma intelligenti trovate. Su questo terzo full-length siamo abbastanza distanti da un certo doom-death marcio e/o puramente vecchia scuola tornato in auge di recente nel circuito underground (pensiamo agli Anhedonist o agli Ophis, tra altri); qui le atmosfere a tratti sono quelle classiche dei Candlemass degli inizi, così come si diffonde uno spiccato mood orrorifico d’altri tempi, che è ormai diventato uno dei principali marchi di fabbrica di questa realtà finlandese. Accompagnandosi semplicemente con una chitarra e una solida sezione ritmica, il growling strisciante di Pyykkö disegna paesaggi inquietanti e senza speranza, popolati però di visioni grottesche e fantasmagoriche che richiamano vecchie colonne sonore horror, ma anche ben più oscuri progetti dark e hard rock anni ’70, le cui influenze vengono sempre rivedute e corrette in salsa estrema, con l’appoggio delle immortali lezioni dei vari Autopsy, Asphyx, Winter e primi Cathedral. Un vero tuffo al cuore, dunque, per chi credeva certe sonorità completamente sepolte ed invece ora se le ritrova, non senza un po’ di sorpresa, parzialmente aggiornate e tra le cose più accattivanti del momento. Rispetto al debut “Fulfill The Curse” e al fortunato successore “Never Cross The Dead”, il sound degli Hooded Menace è diventato senza dubbio più variegato e “solare”, con melodie maggiormente pronunciate (vedi le aperture insolitamente catchy di “Crumbling Insanity” o “Summoned Into Euphoric Madness”) e ritmiche più vicine al midtempo che ai soliti abissi doom, ma i fan della prima ora e gli ascoltatori più oltranzisti non devono comunque trasalire: di certo non è venuta meno una notevole componente heavy – come subito dimostrano i dieci minuti dell’opener “Vortex Macabre” – così come la capacità di far male, almeno quando la voce di Pyykkö ruggisce in primo piano e fa sprofondare le trame sonore in voragini senza fondo. L’aspetto migliore di “Effigies Of Evil” è che in nessun caso si avverte della staticità: il disco non si avventura mai in complessità o sperimentazioni vistose, tuttavia offre continuamente piccole variazioni sul tema, melodie azzeccatissime e, in generale, una grande ispirazione nel riffing; tutte cose che lo rendono sempre fresco e coinvolgente. Caratterizzato da questa indubbia verve e valorizzato da una riuscita produzione, “Effigies Of Evil” è l’ennesimo contributo importante al panorama doom-death firmato Hooded Menace. Questa band è probabilmente pronta per un pubblico e riconoscimenti più ampi.
