HOODED MENACE – Ossuarium Silhouettes Unhallowed

Pubblicato il 23/01/2018 da
voto
8.0
  • Band: HOODED MENACE
  • Durata: 00:42:00
  • Disponibile dal: 26/01/2017
  • Etichetta: Season Of Mist
  • Distributore: Audioglobe

Con il passare degli anni e delle pubblicazioni la proposta degli Hooded Menace ha subito un processo di raffinamento esponenziale, che l’ha portata a perdere un po’ di quella forza bruta che caratterizzava soprattutto l’ormai storico debut “Fulfill The Curse” e a guadagnare in elasticità e spessore emotivo. Il precedente “Darkness Drips Forth” aveva sancito un ancor più netto affinamento della componente melodica, mettendo in mostra puntuali digressioni in un malinconico melodic doom capaci persino di ricordare i vecchi Katatonia; “Ossuarium…”, dal canto suo, continua a battere il sentiero dell’eleganza, ma il classico death-doom della band finnica in questa circostanza torna anche a graffiare. La nuova line-up a cinque, con il secondo chitarrista Teemu Hannonen ormai stabilmente in formazione e Harri Kuokkanen a fare le veci di cantante anche in studio dopo un buon rodaggio in sede live, sembra difatti avere affinato e al tempo stesso rinvigorito il sound Hooded Menace, trovando un bilanciamento che in più di un caso pone il gruppo particolarmente vicino ai Paradise Lost degli esordi. Senza ovviamente rinunciare al loro tipico incedere solenne, i finlandesi infatti arrivano qui ad esprimersi anche con delle cavalcate in doppia cassa e con un riffing e degli intrecci di chitarra più agili e incisivi, il cui abbinamento può effettivamente ricordare alcune soluzioni care alla band di Greg Mackintosh sui suoi primi full-length. Si guardi alle accelerazioni presenti nella lunga opener “Sempiternal Grotesqueries”, ad esempio. Il growling di Kuokkanen, inoltre, è meno viscido rispetto a quello di Lasse Pyykkö; più secco e “ordinato”, non dissimile da quello di un giovane Nick Holmes. Sempre tutto sommato nordeuropea, in ogni caso, la vena melodica in dote al suddetto chitarrista e leader Pyykkö: la “breve” “In Eerie Deliverance”, con i suoi sette minuti scarsi, si candida a nuova potenziale hit nel repertorio del quintetto, offrendo un’avvincente commistione di partiture arcigne e break nostalgici (che rimandano al precedente disco) in una struttura funzionale e diretta, vicina appunto alle tipiche formule di certi padri ispiratori britannici. L’identità degli Hooded Menace resta dunque intatta, trovando in alcune formule anni Novanta soltanto delle basi dalle quali fare partire delle dinamiche un poco più accentuate e vivaci del solito. Di “Ossuarium…” colpisce infine la durata: senza perdersi in tracce interminabili o troppo dispersive, la band mette sul piatto sei episodi per poco più di quaranta minuti di musica, risultando sempre equilibrata e perfettamente digeribile. Più maturi che mai, gli Hooded Menace colpiscono insomma ancora una volta il bersaglio e, grazie al supporto della loro nuova etichetta Season Of Mist, si apprestano probabilmente a diventare una volta per tutte uno dei primi punti di riferimento in ambito death-doom, proprio assieme a certi vecchi maestri duri a morire. Impossibile ormai sottovalutarne la portata.

TRACKLIST

  1. Sempiternal Grotesqueries
  2. In Eerie Deliverance
  3. Cathedral of Labyrinthine Darkness
  4. Cascade of Ashes
  5. Charnel Reflections
  6. Black Moss
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