7.5
- Band: HORISONT
- Durata: 00:37:29
- Disponibile dal: 03/02/2017
- Etichetta:
- Century Media Records
- Distributore: Sony
Tuttora inebriati dall’abbagliante bellezza emanata da un disco eclettico come “Odyssey”, in men che non si dica ci ritroviamo tra le mani il nuovo studio album rilasciato dagli Horisont. L’opera precedente detiene il merito di aver catapultato il talentuoso collettivo di Göteborg dal brulicante underground locale al giro che conta, convinzione rafforzata dal recente tour negli Stati Uniti, seguito dal contratto firmato con la prestigiosa label Century Media. La meravigliosa immagine di copertina elaborata da Henrik Jacobson, ci introduce nel nuovo mondo affrescato dal talento visionario dei cinque protagonisti ma, chiunque fosse convinto di rimanere travolto da un’ulteriore evoluzione artistica, rimarrà a dir poco spiazzato. Gli Horisont hanno mischiato abilmente le carte come astuti croupier, allo scopo di forgiare una miscela sonora che lascia nelle retrovie il metal tradizionale e la musica progressiva, per abbracciare la causa del classic rock più duro e puro. Il minutaggio dei brani è stato drasticamente dimezzato, a favore di uno schema compositivo ridotto all’osso, mediante il quale i Nostri hanno lasciato fluire con straordinaria efficacia le molteplici influenze che sino ad ora hanno caratterizzato il proprio percorso artistico. Se ci fossimo lasciati influenzare da un fugace ascolto, saremmo rimasti alquanto delusi da un lavoro apparentemente raffazzonato ed incompiuto. La genialità di “About Time” invece risiede nella sua illusoria semplicità narrativa, meritevole di nascondere un ampio orizzonte sonoro zeppo di dettagli, volti ad omaggiare con eleganza gli eroi della propria gioventù. La velenosa trama in crescendo di “The Hive”, parte da una base acida di matrice ‘pinkfloydiana’, per confluire subitaneamente in un tuffo carpiato che ci catapulta oltreoceano nei territori cari ai Boston, rifinito da una soave coda che richiama la celebre “Stairway To Heaven” dei Led Zeppelin. Il vecchio rock a frequenze medie, trasmesso a suo tempo dai giganteschi network americani, si fa strada attraverso le accattivanti melodie vocali plasmate dalle ruffiane “Electrical” e “Letare”. Le geometrie spaziali disegnate con precisione certosina caratterizzano la solenne “Without Warning”; mentre il blues delineato da “Nightline” si evolve in una marcia sonora inarrestabile. La magniloquente title track si presenta ai nostri timpani come un liquido ed inquietante affresco in bianco e nero, candidandosi (in)volontariamente come ideale colonna sonora di un catastrofico episodio del Doctor Who. Nel complesso, “About Time” si pone lievemente al di sotto del suo predecessore ma, a conti fatti, non possiamo non ammirare la volontà dei vichinghi nel voler perseguire i propri obiettivi, senza per questo riciclare soluzioni già adottate.
